A. C. Newman

Get Guilty

2009 (Broken Horse) | pop-rock

Quando negli anni 70 si utilizzava il termine "power-pop" non ci si riferiva a un’arte molto nobile, era un genere marginale, che grazie allo sdoganamento della new wave ha ricevuto solo negli ultimi anni l’attenzione che comunque meritava.
I canadesi New Pornographers hanno realizzato con “Twin Cinema” uno dei più gradevoli esempi di power-pop moderno, e il loro leader, Carl Newman, si è dimostrato capace di rinnovare la buona tradizione del cantautorato più melodico. Se il suo primo album solista, “Slow Wonder”, si sviluppava su canoni più tradizionali, omaggiando Elton John, Harry Nillson e Todd Rundgren, la sua anima più rock perdurava nelle realizzazioni col gruppo.

Dopo quattro anni Newman (che da solista usa la denominazione A. C. Newman) ci riprova, dopo i risultati non eccellenti di "Challengers" dei New Pornographers, con la sua seconda prova da solista. “Get Guilty” offre la possibilità di verificare se Carl ha ancora frecce al suo arco.
Senza chiarire i dubbi, l’album scorre come una buona raccolta di b-side, prive, in verità, di quello spessore che sarebbe lecito aspettarsi. Gli arrangiamenti offrono spunti interessanti in “Thunderbolts” e non mancano piccoli gioiellini come la delicata “Young Atlantis” e “The Changeling (Get Guilty)”.
Appare evidente in brani come “Prophets” e “Submarines Of Stockholm” il difetto maggiore di questo album, ovvero le canzoni up-tempo sono spesso confuse e senza nerbo, e tranne il perfect pop di “The Heartbreak Rides” (una delle sue migliori canzoni di sempre) e il rock’n’roll di “The Palace at 4 a.m.”, il resto si sviluppa con melodie finemente elaborate che non trovano il giusto sbocco.

Resta da salvare qualche altro spunto, come la conclusiva “All Of My Days And All Of My Days Off” dal riff sixties trascinante e raffinato, e l’iniziale fanfara di “There Are Maybe Ten Or Twelve”, ma il senso di stanchezza che accompagna l’ascolto della parte centrale dell’album evidenzia la mancanza di personalità di “Get Guilty”, che appare come una raccolta di canzoni più o meno interessanti, ma prive di quella organicità che rende tale sequenza un unicum. Certo la pop music è sostanzialmente il regno delle canzoni in pochi minuti, ma se su tredici canzoni solo due o tre superano la soglia della prevedibilità, vuol dire che il verdetto definitivo sulla reale consistenza di Carl Newman come compositore è rimandato al prossimo atto.

(12/03/2009)



  • Tracklist
1. There Are Maybe Ten or Twelve
2. The Heartbreak Rides
3. Like a Hitman, Like a Dancer
4. Prophets
5. Submarines of Stockholm
6. Thunderbolts
7. The Palace at 4 a.m.
8. The Changeling (Get Guilty)
9. Elemental
10. Young Atlantis
11. The Collected Works
12. All of My Days and All of My Days Off
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