Benni Hemm Hemm

Murta St. Calunga

2009 (Kimi Records) | pop orchestrale

La nobile arte della canzone pop orchestrale è il solo punto di riferimento da cui partire per parlare di Benedikt H. Hermannsson, ovvero Benni Hemm Hemm. Il suo ultimo album, "Murta St. Calunga", consolida un percorso musicale originale - l'approccio disincantato garantisce all'islandese la leggerezza necessaria per coordinare elementi sonori a volte dissonanti.
Folk, pop e scampoli di James Last convivono in una scrittura melodica solenne ma mai pomposa; le costruzioni armoniche sono spesso tronche, evitando così di sfociare nella melassa, e i testi raccontano di viaggi in Pakistan, Afghanistan, Romania, con toni a volte surreali e affascinanti.

Undici festose ballate dal tono più malinconico rispetto al passato, undici progetti melodici con deliziosi arrangiamenti per archi e fiati, tutti registrati e mixati direttamente su nastro per preservare l'impostazione corale delle canzoni e mantenendo così confini ritmici e melodici dentro una struttura organica non priva di sorprese.
Le canzoni sono strutturate in modo robusto, le armonie catturano con riff incisivi e a volte ossessivi, ma in tutto ciò resta riconoscibile l'incrocio tra canzone popolare e sperimentazione. E questa volta Benedikt H. Hermannsson sembra aver centrato il bersaglio.

L'intro ("Beethoven í Kaupmannahöfn") e la chiusura ("Beethoven í Brasilíu") sono come l'inizio e la fine di un'unica rappresentazione, due cornici dal tono enfatico che invitano a un ascolto attento e calibrato.
Nel mezzo ci sono canzoni folk surreali ("Whaling In The North Atlantic"), grintose canzoni ricche di soluzioni strumentali ma prive dell'enfasi boriosa che renderebbe il tutto cacofonico ("Veiðiljóð"), poi pian piano i ritmi diventano meno incisivi, le melodie approcciano verso il musical americano conservando tratti riflessivi che si sublimano in melodie irresistibili.
"Allt sem það fer" ci introduce al lato più intimo e personale del patrimonio melodico del musicista. I fiati diventano evocativi, le parole sono più ricche e descrittive, la voce è meno gioiosa, l'enfasi è gloriosa e solenne.

Ogni buon album di canzoni deve avere il suo centro emotivo, e in questo "Murta & El Paso" assolve il compito concentrando in una melodia un po' gitana armonie contagiose e racconti fantastici.
Come nel precedente "Kayak", anche in questo nuovo progetto c'è un distacco tra la prima parte e la seconda - ancora una volta il suono si fa sempre più riflessivo e melodico nel susseguirsi dei brani. "Lokalagið", "Fjalla-Eyvindur" e "Riotmand" prediligono toni acustici e orchestrali più romantici (alla Jimmy Webb) e cullano l'ascoltatore quasi come frammenti di una colonna sonora immaginaria; il viaggio sonoro approda verso lidi apparentemente più familiari con "Early Morning Rain", che ostenta l'abbandono della lingua madre a favore dell'inglese, come a sancire l'approdo del musicista all'ultima tappa del suo viaggio.

Un altro passo avanti per Benni Hemm Hemm, "Murta St. Calunga" si candida come l'album definitivo per l'artista. La graziosa formula che ha reso riconoscibile lo stile del musicista è qui elaborata al meglio. Fatevi contagiare dal senso d'avventura del suo pop leggero e appassionante, prima che tutto ciò diventi convenzionale e prevedibile. 

(21/07/2009)



  • Tracklist
  1. Beethoven Í Kaupmannahöfn
  2. Whaling In The North Atlantic
  3. Veiðiljóð
  4. Avían Í Afganistan
  5. Allt Sem þAõ Fer
  6. Fjalla-Eyvindur
  7. Riotmand
  8. Lokalagið
  9. Murta & El Paso
  10. Early Morning Rain
  11. Beethoven Í Brasilíu
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