Dead Weather

Horehound

2009 (Third Man / Warner) | blues-rock

"Tutto quello che Jack White tocca si trasforma in oro". È il commento che più spesso capita di leggere o sentire non appena viene fuori qualche nuovo progetto che vede protagonista (che rivesta il ruolo di chitarrista, batterista, produttore o altro, poco importa) l'eclettico musicista di Detroit. Ed è più o meno con questo stesso spirito che anch'io ho atteso l'uscita di "Horehound", disco d'esordio della band nuova di zecca di Mr. White, che vede Allison "VV" Mossahart (Kills) alla voce, Dean Fertita (ex-Queens of the Stone Age e già in formazione con i Raconteurs per i live) alla chitarra, "Little" Jack Lawrence (Raconteurs, Greenhornes) al basso e infine White (tornato al suo primo amore) alla batteria.

Sulla carta, considerando anche il successo e l'entusiasmo con cui sono stati accolti da pubblico e critica entrambi i dischi dei Raconteurs e la devozione quasi religiosa di cui godono i White Stripes da parte dei loro fan, parevano esserci tutti i numeri per l'ennesimo, piccolo cult da aggiungere lista. Eppure l'album scorre via piuttosto piattamente. La voce della bella VV si spoglia della abituale "sexitudine" ed erotica foga, per adagiarsi su uno stile più cavernoso e blues (Cristina Martinez che aleggia qua e là?), perdendo parecchio in personalità; il suono, stavolta fin troppo lo-fi, è ovattato e spento; i brani, salvo qualche eccezione, nell'insieme si somigliano pericolosamente e l'impressione generale che si ricava dal disco è quella di una manciata di ottime prove, ancora da rifinire, levigare e sgrezzare, registrate troppo presto.

In compenso l'album ha pure i suoi momenti buoni, come il singolo "Treat Me Like Your Mother", con il suo hard-rock metallico e tagliente, o lo stravolto reggae di "Cut It Like A Buffalo", unico brano del disco interamente firmato (e cantato) da White, con l'ancheggiante blues a due voci di "Will There Be Enough Water?" e la convincente cover di "New Pony" (brano di Dylan datato 1978).
A sentir bene, in effetti, i soliti ottimi ingredienti ci sono: massicce dosi di chitarra hard-rock gonfia e cafona, litri di blues straziato, il solito pizzico di anima punk, pronto a esplodere come una bomba a orologeria, e infine quella goccia di stile, sempre presente quando c'è di mezzo Jack White. Eppure, semplicemente stavolta gli ingredienti non legano: o perché manca quello segreto, capace di regalare a un disco un sapore, un colore inconfondibile, oppure perché tutto il resto è troppo o troppo poco.

Per il prossimo progetto (voci dicono che sarà un duo composto da White e da un commissario NBA, David Stern) o per il prossimo disco (lunga vita ai Dead Weather) c'è da aspettarsi molto di più.

(14/08/2009)

  • Tracklist
  1. 60 Feet Tall
  2. Hang You From The Heavens
  3. I Cut Like A Buffalo
  4. So Far From Your Weapon
  5. Treat Me Like Your Mother
  6. Rocking Horse
  7. New Pony
  8. Bone House
  9. 3 Birds
  10. No Hassle Night
  11. Will There Be Enough Water?
Dead Weather su OndaRock
Recensioni

DEAD WEATHER

Dodge And Burn

(2015 - Third Man Records)
Meno psichedelia e più rock'n'roll per il terzo disco del supergruppo

DEAD WEATHER

Sea Of Cowards

(2010 - Third Man)
Divertente e claustrofobico allo stesso tempo, il secondo capitolo del supergruppo di Jack White

News


Questo sito utilizza cookie tecnici (propri o di terze parti) per monitorare l'esperienza di navigazione degli utenti
Cliccando sul pulsante Continua si autorizza l'utilizzo dei cookie su questo sito. Clicca qui per avere ulteriori informazioni sui cookie.