Pastels/ Tenniscoats

Two Sunsets

2009 (Geographic) | alt-pop

Spesso fonte d'ispirazione per i giovani che si avvicinano alla musica sono i grandi nomi della storia del rock, ma esiste una pletora di artisti che, pur non avendo mai raggiunto il successo, hanno influenzato in maniera decisiva gruppi o musicisti che, poi, sono riusciti a raccogliere maggior frutti dei loro padri ispiratori. I Pastels appartengono, senza dubbio, alla categoria delle band seminali ma poco fortunate e di scarso successo commerciale: solo quattro album, nel giro di un decennio, dal 1987 al 1997, e un seguito di culto sempre più intenso. Il loro ritorno discografico, che giunge a oltre 6 anni dal loro ultimo lavoro, la colonna sonora di "The Great Wilderness", è uno strano e affascinante matrimonio con il gruppo giapponese Tenniscoats. Una collaborazione intensa, dove le due identità sonore cercano un punto d'approccio senza snaturarsi, e dove gli eterei paesaggi sonori del gruppo nipponico, a volte un po' evanescenti, vengono tratteggiati con linee più decise e con un impronta pop più marcata: una musica ricca di colori e spazi in bianco e nero, dove i due gruppi elaborano nuove soluzioni sonore non necessariamente accattivanti, anzi spesso malinconiche e crepuscolari.

Registrato a Glasgow nel corso di tre anni, il disco conserva una sua continuità: il passare del tempo, anzi, sembra essere la linea guida del progetto. La musica appare come il frutto di un giorno passato insieme, ma suona altresì come un flusso eterno privo di riferimenti temporali. Il grande fascino di "Two Sunsets" risiede, più che nelle singole canzoni, in questa corrente temporale che culla l'ascoltatore e lo conforta.

Nonostante il lungo periodo di realizzazione le due band hanno tracciato una linea sulla quale far crescere l'album, ed è proprio "Two Sunsets" la pietra angolare sulla quale il tutto è stato sviluppato: il brano possiede la forza armonica di un evergreen e l'arrangiamento coniuga atmosfere western e esotiche.
"Vivid Youth", il singolo che ha preceduto l'album, è un altro dei momenti più coinvolgenti dell'album: pop solare con deliziosi tocchi orchestrali, suona quasi come un mix tra Saint Etienne e Burt Bacharach. Uno dei momenti più rimarchevoli, poi, è la rilettura della splendida "About You" dei Jesus & Mary Chain, l'unico brano dove la voce di Stephen McRobbie è protagonista, regalando agli ascoltatori più ageè un brivido e l'ennesimo gioco di rimandi temporale. La sensibilità femminile di Katrina Mitchell e di Saya prende il sopravvento dominando l'atmosfera delicata e riflessiva dell'album, splendide sono in tal guisa "Mou Mou Rainbow" e "Song For A Friend", mentre restano gradevolmente un gradino sotto "Boats" e la sognante "Modesty Piece".
Più intensa la personalità dei Tenniscoats in episodi come "Hikoki" e "Yomigaeru", con il flauto di Tom Crossley, degli International Airport, a regalare note lievi e profumate "come i fiori di ciliegio che cadono dall'albero", che, pur non entusiasmando, conservano spunti gradevoli. Resta da sottolineare la grazia dei brani "Tokyo Glasgow" e "Start Slowly So We Sound Like A Loch", che aprono e chiudono l'album come deliziose cornici sonore.

Ammalia, comunque, ben al di là dei singoli brani (e ciò sottolinea come l'unico vero limite di "Two Sunsets" risieda proprio nel fatto che non tutte le canzoni siano sempre all'altezza del progetto d'insieme) la veste sonora di cui gli stessi sono stati ammantati dalle sapienti mani delle due band, anche con la collaborazione di Gerard Love dei Teenage Fanclub: ne risultano dodici fragili boccioli, alcuni più vividi e sgargianti, altri più timidi e appena dischiusi, ma tutti piacevolmente ornamentali e dal bouquet fragrante.

In definitiva, "Two Sunset" è un progetto dalle due facce: gradevole e avvolgente, offre più di un motivo per essere amato, ma un'analisi più minuziosa ne evidenzia alcuni limiti, che pur non intaccando il risultato finale, attenuano l'entusiasmo.
Il piacere che riceverete dall'ascolto di questo album dipenderà molto dalla vostra voglia di lasciarvi andare senza chiedervi il perché e di farvi avvolgere dai suoni e dalle melodie di questo strano e affascinante connubio che unisce due soli lontani quali quelli che tramontano sui cieli di Tokio e Glasgow.

(22/10/2009)

  • Tracklist
  1. Tokyo Glasgow
  2. Two Sunsets
  3. Song For A Friend
  4. Vivid Youth
  5. Yomigaeru
  6. Modesty Piece
  7. About You
  8. Boats
  9. Hikoki
  10. Sodane
  11. Mou Mou Rainbow
  12. Start Slowly So We Sound Like A Loch
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