Unto Ashes

The Blood Of My Lady

2009 (Projekt) | dark-folk

Il sesto album dei newyorkesi Unto Ashes segna una svolta profonda nel cammino di Michael Laird, mente e anima del progetto. "The Blood Of My Lady" è un lavoro concepito dal leader dopo un turbolento periodo segnato dalle defezioni di Mariko e Natalia Lincoln, che degli Unto Ashes erano le fondamentali controparti femminili. Ritrovatosi da solo, Laird si è ritirato nell'isolamento della campagna texana per riprendere fiato, purificare e spogliare il suo songwriting.

La nuova ispirazione è dunque il dark-folk europeo, e l'album alla fine ha preso vita proprio dalla stretta simbiosi di Laird con due istituzioni del genere: i tedeschi Sonne Hagal e il danese Kim Larsen, già attivo come :Of The Wand & The Moon:. Simbiosi da intendersi in senso letterale, in quanto in questo album appaiono brani già editi lo scorso anno in "Jordansfrost" (ultima opera dei Sonne Hagal) e brani di questo album sono inclusi anche nel contemporaneo disco di Solanaceae, nuovo progetto di Kim Larsen.

Fatta eccezione per una infelice "Echos In Den Wald", il connubio tra la sensibilità oscura di Michael Laird e le fascinazioni eteniste dei suoi illustri collaboratori si compie con naturalezza. Certo, i brani in comproprietà con i Sonne Hagal, "Who Has Seen The Wind" e "Vengeance", li conoscevamo già in tutto il loro splendore, e con loro si va sul sicuro. A marcare il nuovo corso degli Unto Ashes è piuttosto la spettrale e cullante title track, riproposta poi da Kim Larsen col suo tocco magico e intimista, e infine resa strumentale per piano solo in "She's Everywhere And Nowhere".
Nell'intrico di collaborazioni, Laird non perde comunque l'impronta ben riconoscibile della sua scrittura; basti ascoltare brani come "A Cold Wind" e "I Will Lead You Down" per ritrovare quel gusto decadente e apocalittico che da sempre caratterizza le migliori creazioni degli Unto Ashes. E come in ogni loro album, non manca una inusuale cover; stavolta tocca ai Depeche Mode e alla loro "Fly On The Windscreen", la cui sensuale melodia viene costretta in una morbosa e calzante veste medievale.

Opera nata dalla solitudine e nell'isolamento, "The Blood Of My Lady" si è trasformato paradossalmente nel tassello conclusivo di quella che a questo punto si può definire una vera e propria trilogia collettiva, che include come detto gli album "Jordansfrost" dei Sonne Hagal e "Solanaceae" di Kim Larsen. Dal canto suo "The Blood Of My Lady" è formalmente ineccepibile, e dopo l'ultimo e disastroso "Songs For A Widow", Michael Laird era chiamato anzitutto a riscattare il buon nome della sua creatura musicale.
Ma la sua nuova incarnazione non convince appieno. Laird è rapito dal fascino e dalla profondità del miglior neofolk europeo, ma la sua è per l'appunto un'opera di pura fascinazione, alla cui bellezza di superficie mancano radici e reale spessore.

(05/05/2009)

  • Tracklist

1. The Blood Of My Lady
2. Who Has Seen The Wind
3. Echos In Den Wald
4. The Tomb Of Your Remains
5. Vengeance
6. I Will Lead You Down
7. Our Palace Of Ice
8. A Cold Wind - February
9. For All My Broken Promises
10. The River And The Hawk
11. Fly On The Windscreen
12. The Blood Of My Lady (Solanaceae)
13. She Is Everywhere And Nowhere

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