Unto Ashes

Songs For A Widow

2006 (Projekt / Audioglobe) | gothic

Per ogni artista (o quasi) arriva il momento del passo falso: anche per il miglior gruppo gothic del terzo millennio, i newyorkesi Unto Ashes. Con le loro nebbiose e affascinanti chanson che partivano ora da fondamenta (neo)folk, ora dagli studi etnici e medievali dei Dead Can Dance, gli Unto Ashes hanno realizzato tra il 2000 e il 2005 quattro album uno più bello dell'altro. Anzi, a questo nuovo "Songs.." ci si è avvicinati con il cuore ancora pazzo d'amore per il recente "Grave Blessings", l'album che probabilmente ha rappresentato il vertice del gruppo newyorkese. Eclettici e raffinati, la loro originalità non è di certo mai stata nei suoni utilizzati, tutti stra-sentiti, bensì negli arditi e riusciti accostamenti tra stili lontanissimi. Di questo singolare talento, nonché della loro capacità di scrivere canzoni semplicemente bellissime, "Grave Blessings" fu il trionfo. "Songs For A Widow" ne è la brutta (e non poco) copia.

Come al solito composto di numerosi brevi pezzi, il nuovo album del gruppo capitanato dal multi-strumentista Michael Laird (anche nei Black Tape For A Blue Girl) si adagia su temi e melodie che pur servendosi con perizia di tutto l'armamentario caro ai numi tutelari Gerrard & Perry, suonano il più delle volte spente e stantie. Certo, brani come la fulminea "My Lord is Born" e la più complessa "The Snow Leopard" dimostrano che stiamo pur sempre parlando di un gruppo di grande classe e sensibilità. Eppure anche i brani migliori suonano incompiuti e indecisi, specie se confrontati con episodi affini nei dischi precedenti. Ad esempio, le sfuriate elettriche che falciano la composta litania folk di "You Will Never Know" fanno quasi ridere rispetto alle memorabili "In Memory of D'Drennan" e "Tortured by Rose Thorns", che in "Grave Blessings" tentavano lo stesso esperimento con risultati di ben altro fascino e spessore. E a proposito del loro stile eclettico e dei loro imprevedibili accostamenti, gli Unto Ashes si cimentano anche qui, come loro abitudine, con un brano altrui da stravolgere: dopo "Ostia" dei Coil trasformata in un raga allucinato e Tori Amos trasformata in inno sacro, dopo Devo e Blue Oyster Cult ridotti in cenere, dopo l'eccezionale rielaborazione acustica di "The Drowning Man" dei Cure (sul solito "Grave Blessings") stavolta tocca al successo synth-pop dei Covenant "One World One Sky", rifatto in chiave world-mediorientale. Ma non c'è niente da fare, l'idea è simpatica ma prevedibilissima dato il tono del disco e in ogni caso il risultato è goffo e trascurabile.

Insomma, Laird si gioca tutte le sue carte, ma mancano ispirazione e convinzione. Scarso il contributo della co-fondatrice della band Natalia Lincoln mentre la nuova cantante Mariko, voce vellutata e sopraffina, fa del suo meglio ("Occupying Force") ma non può certo salvare da sola un album che annega in un torpore sul quale non incidono né i brani puramente folk ("The Life of This World") né le cupe atmosfere marziali della title-track. Addirittura indifendibili "Convivio" e "Intacta Sum", paccottiglia gotica con tutti i luoghi comuni che ci aspetteremmo di trovare nel lavoro di una a caso tra le miriadi di band che imitano malamente i Dead Can Dance (quelli di "Serpent's Egg" e "Aion" nello specifico), non certo nel disco di quella che negli ultimi anni si è imposta come la migliore band del genere.

Nel finale arriva pure il colpo di grazia con "I Am Untouched", ovvero la suddetta "Intacta Sum" remixata in versione electro, roba da far invidia alle peggiori pacchianate dei vecchi Enigma. Davvero un tonfo inaspettato, questo "Songs For A Widow". Un concentrato di tutti i peggiori difetti del genere. Un disco sciatto e inconcludente, pieno di rumori inutili, di canzoni anonime, di cadute di stile. L'impressione è che la band abbia cercato una maggiore omogeneità e addirittura una maggiore cupezza rispetto al passato. La certezza è che ci troviamo di fronte un disco da dimenticare.

(24/10/2006)

  • Tracklist
  1. One World (Funeral)
  2. My Lord is Born
  3. Convivio
  4. Intacta Sum
  5. The Snow Leopard
  6. You Will Never Know
  7. Dream of the Rood
  8. The Life of this World
  9. Intermezzo
  10. Drei Todesarten
  11. Song for a Widow
  12. Occupying Force
  13. I Am Untouched
  14. In Memoriam Robert Luscombe
  15. One World One Sky
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