In seguito a un concerto del 2007, durante il quale si alternarono sul palco, gli americani Bastard Noise e i canadesi The Endless Blockade decisero di unire le forze per registrare uno
split album.
Rilasciato dalla 20 Buck Spin, “The Red List” è un disco aspro e violento, altalenante nelle sue vicissitudini. Nati da una costola dei Man Is The Bastard, i Bastard Noise proseguono in quel solco di
powerviolence (estremo avamposto dell’hardcore che ha nello
japa-noise un punto di riferimento essenziale) di cui la band madre offrì le prime, pioneristiche soluzioni.
Fratturate e dinamiche, “Fallen Species” e “Mutant World Of Shame/Underworld” si sviluppano tra
growl sprezzanti,
drumming imponente e un continuo zampillare di synth. Più frenetica e metallica, “Movement Two” prelude, invece, a quella “U.S.A. Today” che sembra uno dei
lied pre-apocalisse dei
Khanate, pur tramutandosi lentamente in un’odissea
harsh. Su buoni livelli si mantiene la stessa truppa Endless Blockade, anche se le loro idee appaiono meno ispirate dei coinquilini americani.
Se “Deuteronomy” è un poderoso esempio di furia hardcore rigenerata con vitamine
grind-, blasfemie elettroniche e caotiche rappresaglie di
power-electronics, in "Advance Directive" il remix di Noah Creshevsky ci ricorda l’isteria irrefrenabile degli Space Streakings. Una chiara caduta di tono è rappresentata, invece, dai quindici minuti di rumore bianco purissimo di “Model 49 Rebreather”.
Ad ogni buon conto, un ascolto lo merita di sicuro.