Leonard Mynx

Son Of The Famous So And So

2010 (Dustbin) | songwriter, folk

"Looks like they broke it/ The record is a joke".
Introdotte da un morbido tappeto d'armonica, sono queste le prime parole intonate da Leonard Mynx nel suo ultimo lavoro, uscito a un anno di distanza dall'incantevole "Vesper" e disponibile ad oggi nel solo formato digitale. Per il cantautore statunitense un disco è un fatto più che serio, cui dedicare grande cura non solo per quel che concerne la preparazione delle canzoni ma anche per ciò che riguarda l'oggetto fisico, dotato ancora, ai suoi occhi, di un grande fascino. È per tale motivo che l'artista ha la fermissima intenzione di dare quanto prima alle stampe il cd, pur scegliendo, allo stesso tempo, di pubblicare anticipatamente i brani on-line, per l'urgenza di condividere con altri le sue più recenti composizioni. E che tale volontà sia granitica è confermato dal fatto che le numerose vicissitudini personali non abbiano impedito a Leonard, seppur tra mille difficoltà e infinite modifiche alla tabella di marcia, di portare avanti il proprio discorso artistico.

Non è un caso, quindi, che questo "difficult second album" risenta in qualche modo del lungo periodo di tempo durante il quale è stato concepito e registrato. Alcuni brani ("Losing Wind", già in esclusiva per "OndaDrops Vol.1" nel gennaio del 2010, "My Old Friend") erano da molto tempo nel repertorio di Mynx; altri ("Sing Radio", "Miss You", "Ball Of Fire") erano già stati pubblicati in una produzione pressoché casalinga, dal titolo "Le Petit Mort", distribuita in poche copie solo ad amici e fan affezionati.
Così, "Son Of The Famous So And So" rappresenta una sorta di summa del percorso musicale che Leonard Mynx ha intrapreso nell'arco di un anno difficile e tribolato. Di qui la volontà assoluta dell'artista di vedere pubblicato questo lavoro, seppur solo in formato digitale, entro il 2010.

Ciò premesso, sin dalle prime note di armonica di "Don't Believe", risulta evidente come buona parte dei brani di questo lavoro presentino una forte continuità con "Vesper", con il quale "Son Of The Famous So And So" condivide l'assetto melodico e l'architettura generale degli arrangiamenti, la produzione dei brani (affidata ancora una volta a Mynx e Adam Seltzer), e un songwriting che sanguina sui brani raccontando di dolorosi abbandoni, disillusioni, amicizie e amori traditi.
La musica di "Son Of The Famous So And So" respira un'America senza tempo, dove le polverose strade dell'alt-country sono segnate da crepe di un folk oscuro e intriso di malinconia. Solo alcuni passaggi si discostano più o meno marcatamente dall'esordio del cantautore statunitense, fino quasi a spiazzare l'ascoltatore nel caso di "Empty Men" e del suo insolito upbeat, perfetto tuttavia per tratteggiare la presa di posizione di Mynx nei confronti dalla vacuità umana imperante al giorno d'oggi.
La vera anima dell'album è, però, da ricercare soprattutto nella levità di un brano come "Don't Believe", nella luminosità un po' triste di "My Old Friend" o di "Ball Of Fire", nella gentilezza di "Sail On" o ancora nel calore di "Losing Wind", che a distanza di quasi un anno dalla sua prima apparizione, con il suo organo sontuoso e un quartetto d'archi in gran spolvero, suona ancor di più un classico minore.

Se non un passo avanti rispetto al folgorante esordio (ma sarebbe stata impresa ardua), "Son Of The Famous So And So" è, senza dubbio, un album degnissimo e, soprattutto, rappresenta una dimostrazione di determinazione da parte dell'artista di Portland, che riesce anche questa volta a svelare i recessi più reconditi del proprio animo, pur mantenendo quel candore e quel pudore imprescindibili per non rischiare di cadere nel patetismo.

(19/02/2011)

  • Tracklist
  1. Don't Believe
  2. Empty Men
  3. It Was You
  4. Ball of Fire
  5. Stolen
  6. Sing Radio
  7. My Old Friend
  8. Losing Wind
  9. Miss You
  10. Last Time
  11. Sail On
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