Race Horses

Goodbye Falkenburg

2010 (Fantastic Plastic) | psichedelia, pop

Diciamoci la verità, dal discreto e apparentemente taciturno Galles (un po’ la gigantesca mansarda segreta dei sogni musicali dimenticati e più inconfessabili d’Inghilterra) non possono che saltare fuori band imprevedibili e un po’ toccate, come leprotti in fregola dadaista schizzati via con un balzo dal cilindro senza fondo di una cappellaio matto in vena di scherzi tutt’altro che scontati. A questo giro bisogna dunque prendere atto del non-compleanno di un quartetto di Aberystwyth, attivo dal 2006 e fortemente patrocinato da Euros Childs dei padri putativi Gorky's Zygotic Mynci (ve li ricordate?), che proprio in questi giorni arriva all’album di debutto per quella Fantastic Plastic che già ha dato alle stampe, tra gli altri, i lavori dei valenti conterranei Victorian English Gentlemen Club e The Strange Death Of Libertal England, tanto per rimanere in tema.

Originariamente chiamati Radio Luxembourg, i Race Horses propongono una collezione particolarmente felice e golosa di tredici canzoncine dal refrain quasi sempre letale, che si irraggiano da un comune baricentro barrettiano come fette di uno squisito dolce allucinogeno per una perfetta prima comunione psichedelica in cortile. Con un occhio agli inarrivabili Super Furry Animals, un altro ai Television Personalities e un altro ancora ai Teardrop Explodes, i Race Horses finiscono con il confezionare un lavoro avvincente, scombiccherato e avventuroso come può esserlo l’esplorazione dei mondi nascosti tra le polvere sotto i vostri letti, e per capirlo basta dare una slinguazzata decisa a piccole irresistibili caramelle acide come “Cake”, “Pony” o “Scooter” (senza contare i pezzi in gaelico, come la bellissima “Cancen Mamgu” o “Marged Wedi Blino”), all’insegna della psichedelia bubblegum più giocherellona e nonsense che possiate immaginarvi.

Per tutti i cultori e metodici cacciatori di bizzarie da mercatino delle pulci britannico, questo “Goodbye Falkneburg” si presenta come un piccolo oggetto di culto “minore” che non potrà senz’altro mancare di far bella mostra di sé nella loro collezione. Tutti gli altri possono anche astenersi, ma non li invidiamo di certo.

(17/05/2010)

  • Tracklist
1. Man in My Mind
2. Cake
3. Pony
4. Isle of Ewe
5. Cacen Mamgu
6. Glo ac Oren
7. Voyage to St Louiscious
8. Disco Pig
9. Man in My Mind / In a Party Near You
10. Scooter
11. Intergalatic Rebellion
12. Captain Penelope Smith
13. Marged Wedi Blino
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