Daniel Cioccoloni

Works

2011 (Autoprodotto) | avantgarde, contemporanea

Per puro caso mi sono imbattuto, lo scorso anno, in questo giovane compositore romano (ma che vive e studia a Bristol da qualche anno), Daniel Cioccoloni (classe 1989) che vanta un percorso artistico abbastanza inusuale per chi aspira a diventare un compositore serio, diciamo da accademia, da conservatorio. Nella sua biografia si dice che già a dieci anni di età iniziò a studiare seriamente musica, spronato dai suoi genitori, focalizzandosi sulla classica e sul jazz. Solo verso i quindici anni, provò a suonare anche in gruppi rock e, addirittura, metal, cose che però non diedero i frutti sperati, così Daniel si rituffò a pieno regime nello studio serio della musica. Dopo il liceo, si trasferì a Bristol, dove tuttora studia ingegneria acustica e composizione musicale.
Per avere neanche ventidue anni, vanta già un buon curriculum: concerti in due delle più importanti gallerie d'arte di Bristol (Arnolfini e la Royal West Of England Academy) e lavori musicali commissionatigli dalla Gallery 118 di Londra per la mostra "War and Pity of War".

Ho ricevuto in anteprima il suo primo cd (purtroppo ancora alla ricerca di una label effettiva che lo stampi, ma disponibile in download gratuito), intitolato semplicemente "Works". Si tratta infatti di un sunto che Daniel stesso ha fatto delle sue migliori composizioni, tra quelle più o meno recenti. Gyorgy Ligeti e Olivier Messiaen sono sicuramente i suoi numi tutelari e le sue maggiori fonti di ispirazione. Chi già conosce questi due grandi compositori del Novecento avrà già un'idea della musica contenuta in questo cd. Giustamente Daniel ha posto "Black Hole" come primo brano. Mai scelta poteva essere più azzeccata. È uno dei vertici dell'album. Un brusio elettronico che parte come in sottofondo, si fa sempre più marcato e in crescendo, fino a diventare assordante già nella metà del pezzo. Daniel ha qui processato più di duemila voci di strumenti (acustici, elettronici, nastri magnetici e live-electronics) e il risultato, assolutamente massimalista, può ricordare uno dei capolavori elettroacustici di Iannis Xenakis, "Persepolis" unitamente alla texture-music di Ligeti (non a caso, il brano termina con un lungo e potente accordo di organo, chiaramente debitore della "Volumina" del grande compositore ungherese). Insomma, immaginatevi una versione più noise e "loud" del primo album di Jim O'Rourke, "Tamper" (Extreme 1991).

"Objects In Time", registrata dal vivo in un campus universitario, utilizza un particolare programma per modulare e "scolpire" i suoni. In sostanza, si tratta di quella che una volta si definiva una "scultura sonora". Anche qui, ci troviamo dinanzi a un magma sonoro in lento e graduale movimento, una nebulosa di suoni cupi e, a loro modo, solenni, dove la nostra attenzione, come ascoltatori, deve essere sempre desta a coglierne tutte le progressive modulazioni, di timbri e intensità internamente cangianti. "Meditation n. 4" è invece un esperimento "giovanile". Si tratta, infatti, della composizione più vecchia, dove Daniel ha campionato varie fonti sonore (tra cui anche stralci di composizioni di Luigi Nono e Klaus Schulze) e le ha assemblate sapientemente tra loro. Solo al centro del brano si può riscontrare qualche ascendenza del misticismo zen di Giacinto Scelsi. Una sorta di "Fontana Mix" (John Cage) della musica post-stocastica.

"Suspension" è invece un lungo brano per solo pianoforte, costituito da pochissimi accordi. Si potrebbe pensare a un vecchio brano "sperimentale" di Battiato, "Za" (1977), che era costituito da un unico accordo suonato a intensità variabile. Qui è più o meno lo stesso gioco, solo forse con una maggiore padronanza a livello compositivo, più coscienziosa.
Il giovane compositore omaggia finalmente il suo "idolo" Olivier Messiaen nel pezzo posto in chiusura, "Perfect Memories", per archi e coro, in cui il libero uso della modalità presenta una certa sensibilità quasi post-romantica di fondo.

In sostanza, un buonissimo disco d'esordio e un bel biglietto da visita, questo "Works", seppur chiaramente derivativo in certi punti. Daniel Cioccoloni ha tutte le carte in regola per poter divenire, tra non molto, un novello Jim O'Rourke. Peccato che l'Inghilterra se lo sia già accaparrato. Il suo canale Youtube (sul quale ascoltare le sue composizioni) è "Dcioccoloni". Per richiedere il cd, scrivete direttamente a lui: d.cioccoloni@gmail.com.

(20/05/2011)

  • Tracklist
  1. Black Hole
  2. Objects In Time
  3. Mediatation n. 4
  4. Suspension
  5. Perfect Memories
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