Esoteric

Paragon of Dissonance

2011 (Season of Mist) | funeral doom-metal, death doom-metal

Gli Esoteric sono, probabilmente, la più grande formazione del cosiddetto funeral doom-metal, un genere che, durante la loro carriera, hanno più volte superato e reinventato.
"Paragon Of Dissonance" (ancora un doppio per 94 minuti di emozioni colossali) conferma questa tendenza, perché la band inglese mostra di non adagiarsi sui risultati fin qui ottenuti, anzi muovendo il suo discorso sonoro verso direzioni sempre più atmosferiche e post-.

Strutture dilatate, atmosfere magniloquenti, chitarre che sanno essere insieme pesantissime ed evocative, un growl stordente e una batteria imponente danno vita ad affreschi sonori avvolgenti, a cominciare da una "Abandonment" che, proseguendo nel solco tracciato dal precedente "The Maniacal Vale", sfiora momenti sublimi, soprattutto nell'epica e drammatica coda. Tutti i brani sono avvolti da un nucleo lirico fatto di sofferenza e disperazione, sentimenti che prorompono in lente, tonitruanti micro-esplosioni, rese ancora più fascinose da un gioco di pieni e di vuoti sempre calibratissimo ("Loss Of Will", con Mark Lockett al pianoforte, che ritroveremo anche in altri due brani) o corrono in parallelo con delicati squarci melodici che qui, più che nel passato, risaltano per la loro cristallina pulizia e la loro indipendenza narrativa ("Cipher"), con punte di struggente e intima malinconia anche in mezzo alle tensioni più titaniche e siderali ("Non Being", "Aberration", la sconfinata perdizione di "Torrent Of Ills", con lunga appendice cosmica).
Vetta del disco, "Disconsolate" è anche sintesi perfetta di tutte le possibilità scandagliate in questo disco, in cui si riconoscono anche echi Pink Floyd e, seppur diluite, ramificazioni progressive. Si tratta, certo, di composizioni anche, per certi versi, estenuanti, ma necessarie, nella loro lunghezza, per esprimere pienamente una poetica ormai ventennale.

Insomma, la formazione inglese (composta da Mark Bodossian al basso, Greg Chandler a voce, chitarra e tastiere, Jim Nolan a chitarra e tastiere e John Fletcher alla batteria) è più che mai un congegno perfetto, capace di arrangiamenti dosati al millimetro, di monoliti scurissimi che procedono impavidi dentro nebulose psichedeliche, di squarci sibillini che si interrogano al cospetto di buchi neri fiammeggianti. Raggiunta la maturità senza mai aver pubblicato un disco meno che interessante, i quattro di Birmingham riescono nell'impresa di non ripetersi, lasciando che il loro passato (con le vette di "Epistemological Despondency" e del capolavoro "The Pernicious Enigma") sfoci in un presente destinato, nel futuro, ad essere ricordato come "classico".





(18/12/2011)

  • Tracklist
Cd 1
  1. Abandonment
  2. Loss of Will
  3. Cipher
  4. Non Being

Cd 2
  1. Aberration
  2. Disconsolate
  3. A Torrent of Ills
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