Mirt

Artificial Field Recordings

2011 (Cat | Sun) | psichedelia, ambient, blues

"Artificial Field Recordings" è il quinto album di Tomasz Mirt ed è stato pubblicato a un anno di distanza dal precedente "Handmade Man". Il blues del musicista polacco si è fatto ancora più astratto e sperimentale, rimanendo legato ai canoni della musica del diavolo solo per quanto riguarda atmosfere e colori. Che sono diventati ancora più plumbei e fangosi. Complice anche la morte dell'amica T.E.R., al quale il disco è dedicato.

Le prima due tracce in scaletta (tutte e sette non riportano alcun nome) sono in effetti field recordings manipolate in studio. Dal terzo brano la musica assume forme più riconoscibili: prima un accordo su un vecchio sintetizzatore analogico, poi una chitarra elettrica introducono un'atmosfera che sembra rubata dal libro dei ricordi dei Labradford. Sulla quinta traccia il suono si fa quasi elettronico, una sorta di downtempo psichedelico e lunare degno dei dischi di Gonjasufi.

La vena psichedelica di Mirt emerge in tutta la sua carica desertica nel sesto brano in scaletta, dove una chitarra rallenta il respiro mentre percussioni riverberate creano un'atmosfera mistica alla Steve Roach. Sono appena sette minuti, ma potrebbero durare settanta.

(21/02/2012)

  • Tracklist
  1. Untitled
  2. Untitled
  3. Untitled
  4. Untitled
  5. Untitled
  6. Untitled
  7. Untitled
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