Ultimo Attuale Corpo Sonoro

Io ricordo con rabbia

2011 (Manzanilla) | alt-rock

Il quintetto veronese degli Ultimo Attuale Corpo Sonoro debutta con il suadente slowcore dell'Ep "Nueva York: strade e sogni" (2004). A partire dal primo album, "Memorie e violenze di Sant'Isabella" (Manzanilla, 2009), il complesso si iscrive ufficialmente al club dei figliocci italici della "The End" dei Doors, alle prese con pièce per recitato e/o declamato nervoso, apatico o confessionale, e accompagnamento umorale, con "Concerto delle menti" dei Pholas Dactylus, "Lungo i bordi" dei Massimo Volume, "Linea Gotica" dei Csi, fino a "Dell'impero delle tenebre" del Teatro Degli Orrori, "Socialismo tascabile" degli Offlaga Disco Pax e produzioni oscure come "Musica di scarsissima virtù" di Cronaca Vera, oltre a tutta la tradizione dei reading italici dei teatri underground.

"Io ricordo con rabbia" conferma appieno questa tendenza, portandola sempre più a maturazione, brano dopo brano. Incorniciato e spezzettato da "L'impero del male", un'intro confessionale che passa dal pianoforte quieto al rigurgito noise-rock, e "Casablanca" che è invece l'interludio tra primo e secondo tempo, una sonata piano-archi con cori tenebrosi, il disco si dipana attraverso le liriche, il vero motore della loro arte, tutte coerenti con il titolo dell'album: letture dolorose della memoria privata e collettiva, sia a fiume che a sbotti - talvolta perentori, talvolta rassegnati (anche con leggeri effetti deformanti), talvolta con enjambement e rime spezzate casuali.

Via via sempre più impegnato, il lettore imposta il tono emotivo degli accompagnatori, oltre che volume e intensità: l'irretito post-hardcore di "Flight Data Recorder", il grunge alla Verdena di "Non ora, non qui" e "Mio sole dei morenti", le progressioni (talvolta cupe in senso post-rock) di "Undici Settembre Millenovecentosettantatré", "Della tua bocca" e della title track finale, e la militaresca, Marlene Kuntz-iana "La ballata di Itamar". "Tessera P2 #1816", la più convergente con questo flusso di coscienza, meglio esemplifica il loro metodo.

È, finora, il parto più labirintico e disturbante del gruppo, anche abbreviato in U.A.C.S., animato dalle erudite, storiografiche lecture di Gianmarco Mercati e sferzato da Giacomo Zorzan (chitarra), Matteo Sorio (chitarre e tastiere, anche co-titolare del progetto elettronico Sciarada), Marcello Marchiotto (basso) e Fabio Ridolfi (batteria). Gli fa fronte una non impeccabile miscela di registri, talvolta alla rinfusa, che non traduce in visione potente ciò che predica con indiscutibile veemenza. Diversi episodi spingono a una riflessione non retorica, insidiosa e implacabile. I nuovi Massimo Volume? No, i nuovi nunzi della Storia torbida.

(05/05/2012)

  • Tracklist
  1. L'impero del male
  2. Flight Data Recorder
  3. Della tua bocca
  4. Non ora, non qui
  5. Fortapàsc
  6. Undici Settembre Millenovecentosettantatré
  7. Casablanca
  8. Mio sole dei morenti
  9. Non tacciano i canti
  10. La ballata di Itamar
  11. Tessera P2 #1816
  12. Io ricordo con rabbia
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