I cinque nuke-punk newyorkesi sfoderano un nuovo sette pollici, questa volta su Sacred Bones; una label che non è certo estranea al mondo degli Anasazi: la sua prima uscita fu infatti un 7” dei The Hunt, gruppo che annoverava nelle proprie fila bassista e tastierista degli Anasazi (entrambi attivi anche nell’ensemble neofolk Cult Of Youth).
Il lato A è dedicato a “I Saw The Witch Cry”, un brano di sferragliante ed epico american-goth, marchiato dal suono lancinante della chitarra – nel segno dei migliori Christian Death – e scandito da un basso sinistro e incalzante. Un lugubre vento fa da trait d’union con la b-side “Nuclear Paradise”, che fonde selvaggio death-rock e minaccioso hardcore punk: meno di tre minuti di oscuro e potente dark-punk, dominati dal grido di guerra del frontman Chi Orengo, il cui impeto si arresta solo nel loop finale.
Il 21 dicembre 2012 la profezia dei Maya non si è avverata, ma gli Anasazi hanno pronta la colonna sonora per ogni eventuale scenario post-atomico, concepita clandestinamente nei sotterranei più oscuri della Grande Mela.
02/01/2013
Una trama di ipertesti in un disco in cui il passato affiora ovunque
Secondo lavoro per il collettivo di Montréal in un calcolato caos musicale
L'ex Hype Williams trasforma l'errore in metodo e sfiora il rumore catartico
Giunge dall'Indonesia una delle migliori proposte soul dell'anno
L'ottavo disco della popstar americana, tra rinnovate prese di coscienza e nuovi tentativi di fuga
Un rituale sabbatico, un folk destrutturato, l'apocalisse
Il disco che consacra la formazione galiziana tra i migliori interpreti shoegaze
La musica di cui ha bisogno l’America nell'era di Donald Trump