Un ritorno dopo cinque anni di assenza, quasi a sorpresa, quello dei Pinback, una delle band simbolo del pop indipendente americano. Incrocio elettivo, datato inizialmente ’98, di due caratteri musicalmente eccentrici come quelli di Rob Crow e Armistead Burwell Smith IV; il successo è arrivato con “Summer in Abaddon” (2004) e poi ancor di più con “
Autumn Of The Seraphs” (2007).
Le canzoni dei Pinback - riconversione di esperienze post-rock, math e hardcore - sono diventate uno degli esempi di un modo “adulto” e alternativo di fare pop e con “Information Retrieved” ci troviamo al cospetto di altri dieci esercizi di sapiente
songwriting, tra stati d’animo trattenuti e i celebri dialoghi tra la chitarra di Rob e il basso di Armistead, come nella riuscita traccia d’apertura “Proceed to Memory”.
Rob Crow esordì nei primi anni 90, nell’era post "
Spiderland", pubblicando dischi di math-rock con gli Heavy Vegetable, inizio di una prolifica e diversificata produzione artistica. Armistied è uno dei fondatori di un gruppo importante come i Three Mile Pilot (di cui consigliamo vivamente “Chief Assassin to the Sinister”); metà della band ha dato poi vita al
side project Black Heart Procession.
Note a margine sul passato dei due fondatori della band, per spiegare il successo della formula di questo super gruppo, compendio e memoria pop di un rock alternativo americano degli anni 90 ancora molto amato.
“Information Retrieved” sembra però segnare un arretramento rispetto ai lavori precedenti. Se a convincere infatti sono per lo più le risorse pianistiche di “Drawstring” e “Diminished”, che riprendono le cadenze dimesse e quasi funeree di
Elliott Smith, o anche la conclusiva “Sediment”, il resto del disco spesso fatica nell’offrire altri rilievi a cui affezionarsi, pagando una produzione e ispirazione eccessivamente levigata, quasi monocorde, che sembra smorzare sul nascere l’energia potenziale dei brani (per esempio in “Glide” o “Sherman”).
Se quindi non si può tacere un certo ricorso nostalgico, soprattutto a favore di “Summer In Abaddon”, la naturalezza della forma continua a rimanere una carta caratteristica, e in certi episodi ancora vincente, di questi colti tratteggi pop.