Britney Spears

Britney Jean

2013 (RCA) | dance-pop

Nelle recenti apparizioni da Ellen DeGeneres in Usa e Alan Carr in Uk, Britney Spears è stata poco più d'un guscio vuoto. Sempre gentile e sorridente, per carità, ma totalmente incapace di fornire un qualsiasi aneddoto degno d'interesse, o mostrare una minima nota di entusiasmo per l'uscita del suo ottavo album. Fa tristezza vedere la teen idol per eccellenza apparire (quasi) agli sgoccioli di una carriera che fu tanto milionaria quanto travagliata e non certo priva di colpi di scena. E fa sentire vecchi noi ex-bimbiminkia che ballavamo "...Baby One More Time" alle festicciole di capodanno. Ma dove cavolo è finita la nostra adolescenza?

"Britney Jean" ci viene presentato come il suo disco più intimo e personale. Britney ha messo la co-firma su tutti i pezzi dell'album (la sua media più alta dopo i 9/13 di "In The Zone"), si è detta in controllo della direzione artistica. Il risultato tende davvero a riflettere l'attuale stato della sua interprete, in quanto rende una drastica immagine di quella svanita passione che un tempo l'aveva resa una delle popstar più quotate del pianeta. Britney sembra ancora troppo duttile per riuscire a imprimere a fondo il proprio volere. Esempio? La forzano in abitini sado-maso nel video di "Work Bitch", e lei stessa va in tv ad ammettere di non essersi sentita a suo agio nelle scene sexy, in quanto madre di due figli, e aver richiesto un minimo di editing, facendoci la figura di una che non sembra poi così in controllo della sua immagine (e il risultato ottenuto è comunque un capolavoro porno-kitsch che ogni sciampista potrà sudarsi a piacimento nell'ora di zumba).

Inoltre, la mancata direzione di base, unita alla presenza di super-produttori dai gusti assortiti - tra i quali Will.I.Am, Preston, Orbit e Guetta - fa si che "Britney Jean" suoni come il disco meno coeso e paradossalmente quello più impersonale mai inciso dalla Spears. Tra i pezzi strettamente dance non vi è più traccia della Britney carica e sboccata che ansimava su "I'm A Slave 4 U", o quella marcia e malata del periodo "Blackout" (a tutt'oggi il suo disco migliore). Ora ci sono le svogliate atmosfere finto-trap di "Tik Tik Boom" e "Body Ache" o il cameo di Will.I.Am su "It Should Be Easy" che è distante anni luce dall'ipnotismo che fece la fortuna di "Scream And Shout". Semmai, oltre al tamarrissimo ma alquanto godereccio singolo "Work Bitch", fanno colpo gli affilati riverberi elettrici in aria dubstep di "Til It's Gone".

Pure i brani prettamente pop sono ancora troppo deboli per riuscire a far breccia oltre le frange dei fedelissimi. "Britney Jean" si tinge di inediti colori autunnali sull'umbratile "Alien" (con l'evidente apporto di Orbit) e sulla mesta "Don't Cry", magari guadagna un filo di vita nella quasi allegra "Passenger" (forte di un ottimo intro), ma ricade subito nell'evitabilissimo duetto con la sorellina Jamie Lynn, "Chillin' With You". E' quindi lo zuccheroso ma efficacissimo nuovo singolo "Perfume" (scritta con Sia Furler) la prova pop più convincente dell'album - se non altro Britney c'ha messo un'interpretazione più sentita e la voce è tornata "normale" dopo anni di abuso del vocoder.
Stop. In meno di 40 minuti tutto è già finito. In bocca non è rimasto che un tenue retrogusto di ciliegia caramellata.

Ormai siamo abituati a considerare Britney Spears come un oggetto preconfezionato per il nostro intrattenimento, con matrimoni andati e venuti, problemi in famiglia, crisi nervose e un "taglio estivo" di capelli. Forse ci dimentichiamo che la poverella, nello showbiz, c'è dovuta crescere dentro senza il lusso di una vita normale (e da Britney Jean a Billie Jean il passo è più breve di quanto non si creda). Probabilmente, se davvero volesse aprire la bocca, la ragazza ne avrebbe di cose da raccontare sullo spietato mondo del mainstream più confezionato. Semplicemente, al momento, non sembra minimamente interessata a mettere in strofa i propri pensieri più intimi, e forse non si può biasimarla. Però, se così dev'essere, che almeno si prendesse una lunga pausa e si ripresentasse poi con un briciolo di voglia in più. Anche solo per salvaguardare le sue quotazioni (e dare a noi vecchi bimbiminkia la momentanea illusione di essere ancora giovincelli).

(08/12/2013)



  • Tracklist
  1. Alien
  2. Work Bitch
  3. Perfume
  4. It Should Be Easy
  5. Tik Tik Boom
  6. Body Ache
  7. Til It's Gone
  8. Passenger
  9. Chillin' With You
  10. Don't Cry
  11. Brigthtest Morning Star*
  12. Hold On Tight*
  13. Now That I Found You*
  14. Perfume (The Dreaming Mix)*
*solo nella versione deluxe
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