Junip

Junip

2013 (Mute) | psych-folk, synth-folk

Convincere José Gonzalez a muoversi un centimetro dall’angolino che si è trovato nello star system indipendente, dopo averlo quasi perso poco prima di farsi venire la fortunatissima idea di riportare in vita la band con cui aveva iniziato la propria carriera, pare ormai un’impresa impossibile.
In questo omonimo “Junip” infatti il chitarrista svedese realizza un album pressoché interscambiabile col precedente, nell’ottica del consolidamento di un sound ancora basato sul particolare gusto chitarristico di Gonzalez, basato su poche note ritmiche, semi-sorde, e su un groove animalesco e gelidamente incasellato al tempo stesso.

La musica suadente e borghesamente professionale dei Junip trova qui perfetta e prevedibile applicazione in motivi disco-soul anni 70 ormai di gran voga (si vedano gli ultimi Daft Punk) come “Your Life, Your Call”, nella lounge dilatata dei Talk Talk di “After All Is Said And Done”, oltre che nelle usuali schitarrate di “Beginnings” (linea melodica qui piuttosto banale) e dell’incalzante “So Clear”, sottolineata da uno smagliante riff sintetico.
Il resto lo fanno brani più raccolti, imperniati su placide e brevi sessioni psichedeliche, come “Head First”, la boniveriana “Suddenly” e il sogno cubano di “Baton”.

La scrittura pare spesso più debole, però, del già non eccelso “Fields”: i Junip si aggrappano qui alla loro idea di sound, ma si scontrano ancora una volta coi loro chiari limiti espressivi.

(24/04/2013)

  • Tracklist
  1. Line of Fire
  2. Suddenly
  3. So Clear
  4. Your Life Your Call
  5. Villain
  6. Walking Lightly
  7. Head First
  8. Baton
  9. Beginnings
  10. After All Is Said And Done


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