Ritorna il progetto londinese degli Ulterior dopo un interessante esordio risalente ad appena due anni fa, quel “Wild In Wildlife” che attirò l’attenzione del pubblico dark e non solo.
Con uno stile in pazzo equilibrio fra classicità e una modernità muscolare e spettacolare, l’act inglese unisce, in maniera molto spesso spregiudicata e ruffiana, gli stilemi più classici dell’elettronica di scuola depechemodiana e la dark-wave pesante e solenne dei Sisters Of Mercy.
Un’ibridazione delle radici dei generi che li porta a un immaginario confuso ed elettrico, che sa anche rapire influenze dalla decadenza degli Skinny Puppy e dall’hard-rock da stadio, per confluire in un corpo drogato di magnifici steroidi plastici.
“The Bleach Room” porta alle ovvie conseguenze questo discorso dando vita a un’esperienza capace di colpire allo stomaco e al cuore, coinvolgendo la nostra carne in una danza sudata e violenta; peccato che, di ascolto in ascolto, si riveli sempre più una sottile ombra dietro di sé.
Il lamento post-apocalittico di “Fun Gun” è la porta d’ingresso del disco che da qui si troverà diviso in due filoni principali: il primo è quello delle composizioni di ascendenza electro-dark, come “Skydancing”, “Cool Tv” e “Zero Over Two”, che spiccano l’assalto a un cielo marcio e melmoso, in una fitta trama di ritmi 80's e più massicci di scuola Ebm.
Di pari passo, il ramo più intimista e oscuro, affine alla dark/synth-wave, si nasconde tra le pieghe di pelle nera di “Psychic Chic” o “Arabella”, per poi essere seppellito e tramortito in “Body Hammer” e “Motorin’”, che trasudano un puro approccio rock da palcoscenico.
Il cantato distorto, urlato, lacerato e raramente melodico di Paul McGregor si muove ubriaco e insolente tra i fossati e i tunnel di un’opera che vuole colpire violentemente l’ascoltatore in una percussione cerebrale ed emotiva esplicita. Un’attitudine che il gruppo sa esprimere al massimo in sede live, fatto che è testimoniato anche dalla serie eccellente di tour in supporto a The Sisters Of Mercy, Uk Decay e The Horrors.
Un comportamento che si arena però a livello stilistico. Morendo di ascolto in ascolto, dopo una breve e intensa esaltazione, “The Bleach Room” si rivela un disco senza complessità, che si spera essere un incauto intermezzo per un progetto che può dire molto di più.
25/03/2013