La firma per Bella Union aveva creato un po’ di aspettative per questo terzo album della ancora giovane carriera dei My Sad Captains. La band londinese, che già con il precedente “Fight Less, Win More”, aveva imboccato la strada del minimalismo pop, conferma questa vocazione in “Best Of Times”. Anticipato dal singolo “Goodbye”, una piacevole escursione
midtempo dalle atmosfere 80’s, il disco è pervaso da una sensazione di malinconia e tristezza diffusa, con brani dilatati (“In Time” sfora i sette minuti) che faticano a fare breccia nonostante i ripetuti ascolti. “All Times Into One” è l’unico timido tentativo di alzare leggerissimamente il ritmo, mentre la sezione fiati di “Extra Curricular” e il sax della conclusiva “Familiar Ghosts” ci ricordano gli ultimi
Shout Out Louds, ma senza quell’attitudine alla melodia che caratterizza la band svedese.
Seppur gradevole e raffinato, in generale si fatica a trovare l’empatia con quest’ultimo lavoro dei My Sad Captains; certo ogni brano è concepito e trattato con cura certosina, anche nella semplice ballata chitarra e voce “All In Your Mind”, ma il messaggio sembra non filtrare davvero mai. La mancanza di orecchiabilità – si tratta pur sempre di un disco synth-pop – non è sopperita dall’intensità delle esecuzioni, privando del tutto o quasi l’album di quella componente emozionale che ne avrebbe potuto sancire la riuscita. Alla fine, “Best Of Times” è paragonabile a un cioccolatino dall’invitante confezione che, a un primo morso, rivela il proprio retrogusto amaro: non indigesto, ma non esattamente quello che ci si poteva attendere.
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16/03/2014