Peter Murphy

Lion

2014 (Nettwerk) | gothic-rock

Torna l’ex-frontman e leggendaria voce dei Bauhaus, torna a tre anni di distanza da quel “Ninth” che aveva incontrato pareri divergenti tra i suoi affezionati. Torna con un “Lion” che vuole dimostrarsi subito una dichiarazione d’intenti sin dal titolo, un’opera in cui la vena blu scura malinconica e quella porpora sanguigna romantica sprigionano un’energia incredibile, che stupisce per impatto e forza. Una potenza che nasce sicuramente anche dal nuovo produttore, Youth, che già lavorà per Killing Joke, The Bloody Beetroots e The Verve, ma che è chiaramente frutto di un ritrovato sentimento di Murphy. Se il precedente “Ninth” mal celava  un certo auto-citazionismo, un egotismo fine a sé stesso, qui siamo di fronte un’oscurità nuova e riscoperta, un'inquietudine trasformata in rabbia e gioia, che si infrange continuamente per poi acquisire nuova velocità.

Il trittico iniziale “Hang Up”–“I Am My Own Name”–“Low Tar Stars” è un magnifico attacco frontale di puro gothic-rock, strutturato e stratificato, che si esalta in un’epicità rapida e impetuosa.
Le ombre che avvolgono Peter Murphy lo seguono nella sua corsa, penetrandolo e costringendolo a una delirante battaglia spirituale da cui non esce mai vincitore.
Momenti di raccoglimento e lenta riflessione si aprono lentamente come petali secchi fra le note di “Holy Clown” o “The Rose”, dove la voce del Nostro, sempre imperante in tutto il disco, prende ancora più profondità, lasciandosi maggiori momenti di solitudine. Una solitudine marchiata a fuoco, come un simbolo di vergogna che non smette mai di sanguinare, ecco quindi alzarsi improvvisi muri di synth nella affascinante “I’m On Your Side” e riaccendersi ritmi più darkwave nella ottima “Eliza”.
 
Un ballo di morte fra rabbia e epica solitudine che si conclude nella coppia finale “Loctaine”–“Lion”, sintesi ideale di un’opera che forse farà storcere il naso ai più puristi seguaci di Murphy, ma che sembra idealizzare in una formula sfrontata e senza fronzoli barocchi e citazionisti quel romanticismo decadente che ispirò il “Viandante sul mare di Nebbia” di Caspar David Friedrich.

P.S. Il secondo disco-cd che accompagna l’uscita di “Lion” è una raccolta live di tracce appartenenti al passato del Nostro, tra gli spettri macabri di Bela Lugosi, registrati durante il tour " The Mr. Moonlight Tour - 35 Years Of Bauhaus".

(29/06/2014)

  • Tracklist
Lion

  1. Hang Up     
  2. I Am Not My Own Name     
  3. Low Tar Stars     
  4. I´m On Your Side     
  5. Compression     
  6. Holy Clown     
  7. The Rose     
  8. The Ghost Of Shokan Lakes     
  9. Eliza     
  10. Loctaine     
  11. Lion     

Selections From The Mr. Moonlight Tour - 35 Years Of Bauhaus

  1. Double Dare     
  2. In The Flat Field     
  3. A God In Alcove     
  4. Silent Hedges     
  5. The Spy In The Cab     
  6. Bela Lugosi´s Dead     
  7. The Passion Of Lovers     
  8. Stigmata Martyr     
  9. Hollow Hills     
  10. Spirit


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