Spring Offensive - Young Animal Hearts

2014 (Kartel)
dark-pop

L'Offensiva di Primavera, il colpo di coda che le truppe tedesche tentarono sul finire della Prima Grande Guerra, a testimonianza della costante abnegazione teutonica, vana, in quel caso. Spring Offensive forse come la suddetta, come una rimestata tra indie-pop contemporaneo e anime dark dei sempre presenti ottanta, da Dave Gahan a Kele Okereke, prendendo il meglio dell'art-pop Uk degli ultimi anni (The Maccabees), cucendogli intorno la malinconia di un decadentismo di fine Ottocento.

La band di Oxford (le origini non tradiscono) arriva a questo primo lavoro dopo una piccola serie di Ep promozionali e lo fa in maniera egregia, rivelandosi come una grossa sorpresa pur non risultando una copia sbiadita di tante band che dalla terra d'Albione solcano i nostri confini.
Vero è che la somiglianza con altre d'Oltremanica non sfugge all'orecchio (i Foals in "Cut The Root", Local Natives in "Something Unkind"), ma qualcosa di importante c'è nel primo "Young Animal Hearts" dei quattro cittadini dell'universitaria a sud di Londra.

Un disco per chitarre con sentimento elettronico, camuffato ed esaltato dalla tensione tribale della batteria, come nell'immediatezza dei vapori da mastice di "Bodylifting", un singolo di forte impatto, o nell'intensa cavalcata di "Hengelo" (città natale di Robin "Forest Boy" Van Helsum, dalla cui storia è liberamente ispirata la canzone), la giusta fusione tra le chitarre di Johnny Greenwood e le arie vocali tipiche degli anni ottanta: "The River", luogo sonoro in cui schioccare le dita, e cantare in ginocchio dinanzi il turco specchio d'acqua.

Il valore aggiunto è lasciato dalle idee vocali di Lucas Whitworth - come Jamie Lee lo scorso anno con i Money - per una band altrimenti confusa nella mischia. Un complesso, gli Spring Offensive, che sprigiona facilità ("Speak") e drammaturgia fatta canzone ("52", "Not Drowning But Waving"), bevendo a piene mani dalla fonte dark-wave di casa propria ("No Assets", "Young Animal Hearts"), replicando, volenti o nolenti, una band cardine del dark-pop: i Tears For Fears

Un bell'esordio, da non sottovalutare.

Tracklist

  1. Not Drawing But Waving
  2. Bodylifting
  3. Hengelo
  4. Cut The Root
  5. The River
  6. Carrier
  7. Speak
  8. No Assets
  9. Something Unkind
  10. 52 Miles
  11. Young Animal Hearts


Spring Offensive sul web