Caleb R.K. Williams - Alaska

2016 (The Eagle Stone Collective)
modern classical, soundscape
L'Alaska è una terra dura e selvaggia, una regione che non conosce vie di mezzo o compromessi. Semplicemente se stessa, fredda e inospitale, estrema in tanti suoi aspetti. È anche la terra protagonista della triste storia di Christopher Johnson McCandless, da cui lo scrittore Jon Krakauer ha trovato ispirazione per il suo libro "Nelle terre estreme" e da cui Sean Penn ha girato l'ottimo film "Into The Wild" (2007).

L’Alaska di Caleb R.K. Williams è evocata tramite visioni sfuocate, piccole melodie minimali e trame eteree e dilatate; visioni di ricordi nostalgici, immagini sbiadite di un mondo ritenuto (apparentemente) scomparso, desiderio di un impossibile ritorno alle origini. I grandi spazi descritti non creano agorafobia, ma cercano quel senso di libertà che è indelebilmente legato a una parte non marginale della cultura americana.

Il senso di isolamento dato da una regione tanto estrema è rievocato da trame di grande semplicità, ora di chitarra acustica ("The One Who Controls The Weather"), ora di piano modern classical ("Valley Of Ten Thousand Smokes" e "Kobuk"). Ma sono gli archi ("Tongass") a dare sostanza e un'impalcatura a una musica che, sottrazione dopo sottrazione, è ridotta all'osso; riduzione che però riesce a stupire nelle poche note di "Aurora In Alaska", unico brevissimo momento dove la natura sembra sorprendere e affascinare nella sua bellezza.

Terra di solitudine estrema, l'Alaska di Caleb R.K. Williams fa riecheggiare nella mente il nostro autentico Dna fatto di spazi incontaminati e di voglia di scoperta; la solitudine della fredda Alaska è anche ritrovare se stessi.

Tracklist

  1. Valley Of Ten Thousand Smokes
  2. Eternal Kodiak Bear
  3. The One Who Controls The Weather
  4. Tongass
  5. Yukon River
  6. Aurora In Alaska
  7. Kobuk
  8. The Last Frontier

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