Simon Balestrazzi - Ghost Systems

2016 (Azoth)
elettronica
Azoth è la nuova etichetta di Simon Balestrazzi. Due finora le uscite, il buon "Asymmetric Warfare" del 2015 e il presente "Ghost Systems". Nuova etichetta, ma solita qualità, viene da dire, perché anche in questo nuovo lavoro Simon dimostra di avere una capacità di lettura del presente francamente invidiabile - non so quanti "creatori" di "musiche altre" che, come lui, sono sulla scena dagli anni Ottanta possano dire lo stesso.

Perché qui, come nei suoi precedenti lavori, il suono è ancora una volta modernissimo, anche se il materiale di partenza risale a un passato più o meno remoto. Registrato tra l'ottobre del 2013 e l'ottobre del 2014, "Ghost Systems" è stato ispirato, infatti, da "Four Systems" del compositore americano Earle Brown. Qui Simon, più che omaggiare Brown, lavora sulla manipolazione di quel suono, destrutturandolo e ottenendo, così, una musica che ne ricalca soltanto (e solo parzialmente) le atmosfere. Atmosfere che vivono sulla dicotomia suono/silenzio o, per meglio dire, su una dilatazione della materia che, a tratti, sfocia in autentici abissi di vuoto pneumatico.

Ed è proprio in questi momenti che il "clima", da apparentemente estatico e addirittura rilassato, si fa cupo e persino claustrofobico; come se dallo spazio cosmico si passasse all'inquietudine cagionata dalla percezione di paure puramente terrene. In entrambe le situazioni questa musica sa regalare momenti di autentico coinvolgimento emotivo, sebbene possa apparentemente sembrare fredda e distante.

Tracklist

  1. Pt 1
  2. Pt 2
  3. Pt 3
  4. Pt 4
  5. Pt 5
  6. Pt 6
  7. Pt 7

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