Katie Gately - Color

2016 (Tri Angle)
modern-creative, songwriter
Sound designer basata sulla sua ugola, Katie Gately (originaria del Bronx e base californiana) dà - con i tredici spettacolari minuti di "Pipes" (2013) - prova delle sue abilità e dotte competenze, in una sinfonietta di vocalismi dinamici.

La title track di "Color" (nove minuti) è un buon addendum a quel capolavoro. Un'alba ricolma di toni chiesastici soffia su una tiritera Tori Amos-iana che duetta con un sibilo roteante e un basso quietamente pulsante, e poi cresce a dismisura in colpi di marcia, armonie-fantasma e distorsione. Sembra di sentire una tipica filastrocca ultraterrena alla Canterbury. Gli compete anche il grand-soul cibernetico di "Sift": le vibrazioni maligne, le cantillazioni elettroniche, la tensione progressiva, si posizionano all'ala più estremista del genere post-Bjork.

È però anche un brutto segno di ritirata commerciale. Nel resto dell'album (il primo ufficiale) "Lift", "Rive", "Tuck" piegano i suoi loop complessi e le sue armonie vocali aliene al r'n'b melodico e bombastico, ammiccante e à-la mode. Gately eccelle nel cospargere dappertutto aromi mediorientali, dalle atmosfere ai battiti, ed è la vera firma leggibile del suo nuovo modus, che peraltro ottiene un'eccezione animata da un più peperino spirito satanico, "Sire".

Tracklist

  1. Lift
  2. Tuck
  3. Sift
  4. Rive
  5. Frisk
  6. Sire
  7. Color

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