Nico Muhly & Teitur

Confessions

2016 (Nonesuch) | baroque, chamber-pop

Se avete inavvertitamente condiviso sul web un video che parla delle vostre emozioni più intime, sappiate che le confessioni diventano di dominio pubblico e che da questo patrimonio umano è stato tratto un progetto.
Se avete confessato di amare il vostro gatto o addirittura l’odore della vostra stampante, forse siete protagonisti inconsapevoli di “Confessions”.

Negli ultimi sette anni Nico Muhly e Teitur hanno raccolto esternazioni personali condivise sui social e sulla rete, tratteggiando un’umanità emotivamente fragile e quasi allo sbaraglio, catturandone la poesia e l'inusuale valenza emotiva. 
Con l’aiuto dell’Holland Baroque Ensemble, il talentuoso compositore americano e l’arguto cantautore delle isole Fær Øer inscenano un'originale opera teatrale e virtuale.
Allievo di Philip Glass e collaboratore di Bjork, Muhly ha da sempre mostrato interesse per la contaminazione tra pop e classica. Teitur d’altro canto non è nuovo a sperimentazioni ardite (“Káta Hornið”), di cui una già condivisa con Muhly, ovvero l’opera “Weekdays”.
Con “Story Music” Teitur Lassen aveva sottolineato il suo difficile rapporto con il ruolo di songwriter, e “Confessions” suona come l’occasione giusta per mettere alla prova il suo eclettico talento.

Inciso per la prestigiosa Nonesuch, il progetto a quattro mani è un album fantasioso: musica classica, medievale e barocca vengono prosciugate del loro tono austero e sontuoso, attraverso una rilettura minimalista che permette alle geometrie più semplici del folk e del pop di entrare senza far troppo rumore.
Teitur e Muhly consolidano una sintonia artistica lunga più di un decennio: i quattordici episodi di “Confession” sono miniature sonore a base di archi, liuti e clavicembali, storie di piccoli drammi ordinari, banalità esilaranti ed eccentriche bizzarrie umane rese nobili e straordinarie da un progetto audace e stimolante come pochi.

“Cat Rescue” ha un’anima swing, eppure celata abilmente da minuetti e rallentamenti orchestrali che ne enfatizzano il tono drammatico e a volte soave. “Her First Confession” frantuma il confine tra pop e musica colta con un'eleganza lirica di rara bellezza e intensità. “Don't I Know You From Somewhere” dà prova di quello che la canzone d’autore può ancora estrapolare dalla sua interazione con altre discipline musicali.
Basterebbero queste tre gemme per salutare “Confession” come un piccolo miracolo, ma c’è molto da scoprire in queste quattordici tracce.

Pizzicato d’archi (“Describe You”), danze medievali alla corte di Re Sole (”Nowheresville” e “Coffee Expert”), ambiziose partiture neoclassiche (“Drog And Frog” e “Sick Of Fish”), eccentricità barocche (“I Smoke” e “Love Hits You Where It Hurts”), ballate dagli accordi impossibili eppure semplici (“Time To Dry”) e una gustosa rilettura di “If You Wait A Little Longer” completano un quadro lirico imponente.

(16/12/2016)

  • Tracklist
  1. Describe You
  2. Sick Of Fish
  3. Cat Rescue
  4. Small Spaces
  5. Her First Confession
  6. I Smoke
  7. Nowheresville
  8. Coffee Expert
  9. Dog And Frog
  10. If You Wait A Little Longer
  11. Love Hits You Where It Hurts
  12. Printer In The Morning
  13. Don't I Know You From Somewhere
  14. Time To Dry




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