Richmond Fontaine

You Can't Go Back If There's Nothing To Go Back To

2016 (Decor) | soft americana, alt-country

Prima di tutto, va detto: tutti vorrebbero terminare la propria carriera con un disco come “You Can’t Go Back If There’s Nothing To Go Back To”. Un disco che, con tutti i suoi momenti più scontati e spuntati, non può non rimanere come un ricordo piacevole, con il suo Americana lento e “spazzolato” (i Greater Pacific di “Whitey And Me”) che accompagna il drawl liso, sdrucito di Willy Vlautin.

“You Can’t Go Back…” segue poi il capolavoro, il concept tra l’opera teatrale e l’"audiobook" “The High Country”, e non può non rappresentare un ritorno alle origini (anche se non torneranno più, come giustamente ricordato nel titolo), un regalo da fare prima di tutto a sé stessi, e poi ai fan, come lascito alla memoria.
Nonostante le dichiarate scarse pretese, il disco si compone di una serie di concilianti ballate post-Springsteen che potrebbero venire dagli Uncle Tupelo (la bella “Tapped Out In Tulsa”), dalle quali traspaiono però orgoglio e commozione in egual misura (“Wake Up Ray”, il tono elegiaco della intro strumentale e del coro di “The Blind Horse”). E anche dal punto di vista della scrittura, pur nella generale medietà, non mancano le folate (l’energia pellegrina di “I Got Off The Bus”). Un mestiere che, peraltro, non è assente anche dai lavori di altri contemporanei più fortunati (“A Night In The City” non ha niente da invidiare a un brano di Phosphorescent).

Insomma, non si tratta di un addio alle scene sensazionale, ma forse quello che ogni personaggio pubblico di qualsiasi tipo si augura: chiudere circondato da quelli che ti hanno sempre sostenuto, che ti hanno seguito fin dai primi giorni, e farlo con una grande festa. Magari il primo locale in cui hanno suonato è diventato un mercatino vegano, o semplicemente è stato raso al suolo, ed è impossibile tornarci: ma non importa, con “You Can’t Go Back…” è chiaro che il passato è qualcosa a cui è inutile tornare, se non nella propria memoria.

(17/03/2016)

  • Tracklist
  1. Leaving Bev’s Miner Club At Dawn 
  2. Wake Up Ray 
  3. I Got Off The Bus 
  4. Whitey And Me 
  5. Let’s Hit One More Place 
  6. I Can’t Black It Out If I Wake Up And Remember 
  7. Don’t Skip Out On Me 
  8. Two Friends Lost At Sea 
  9. Three Brothers Roll Into Town 
  10. Tapped Out In Tulsa 
  11. The Blind Horse 
  12. A Night In The City 
  13. Easy Run
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