Her Skin

Find A Place To Sleep

2018 (We Were Never Being Boring) | songwriter

Col nome d’arte Her Skin la giovane modenese Sara Ammendolia appronta un paio di Ep di lancio in modalità rigorosamente lo-fi, “Goodbyes And Endings” (2015) e “Head Above The Deep” (2016), e poi l’album lungo “Find A Place To Sleep”. Ammendolia impersona, via via, una Rosie Thomas ancor più nuda, un Iron & Wine al femminile, una Cat Power rischiarata dalle paranoie.

La sua chitarra acustica resta volutamente dimessa, in grado perciò di offrirle ampliamenti dello spettro di coloriture artigianali, dai tocchi jazzy felpati in “Hayley” ai cori di sirene in “Lungs”, da concertini di piatti, fischietto, tastierine psichedeliche e persino qualche rumorino nella nuova versione di “Cut Out The Flowers” (già in “Head Above The Deep”), fino a stomp angelici come “A Demain”. Ma il suo forte rimane l’aforisma conciso che a tratti riesuma la filastrocca folk spettrale prebellica: “Prickley Pear”, “Sink Into You”, e il suo manifesto, nonché sua “Sisters Of Mercy”, “Self-Portrait”.

Collezione, in forma di songbook, davvero godibile. A tratti sfiora un’immacolata perfezione d’essenzialità e brevità, a tratti difetta di visione d’insieme, a tratti scivola nell’ingenuo, a tratti si ripete pur mantenendo con squisito metodo un identico candore da capo a coda. V’è comunque sincerità nel suo contagioso poverismo, anche grazie agli equilibrati apporti dei multistrumentisti Davide Chiari (pure alla produzione) e Daniele Rossi.

(20/04/2018)

  • Tracklist
  1. Prickly Pear
  2. Nameless Morning
  3. Cut Out The Flowers
  4. Hayley
  5. Sink Into You
  6. Self-Portrait
  7. Eyes And Ice
  8. Angles
  9. Lungs
  10. A Demain
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