Marduk

Viktoria

2018 (Century Media Records) | black metal

La corazzata black metal svedese guidata del chitarrista Morgan Håkansson arriva al quattordicesimo album in studio con un lavoro diretto ed essenziale, una vera e propria chiamata alle armi e uno sfogo di rabbia per incendiare le coscienze. “Viktoria” è un album di breve durata ma che riesce a concentrare la forza dirompente dei quattro, anche grazie all’ottima prova vocale di Mortuus, di recente impegnato con lo pseudonimo di Arioch nel suo nuovo lavoro a firma Funeral Mist.
La traccia iniziale, intitolata “Werwolf”, mette subito le cose bene in chiaro con un piglio secco, marziale e violento dal taglio quasi punkeggiante. Tra suoni della sirena antiaerea e cori al fulmicotone si consuma ben presto l’assalto dei lupi mannari del black metal, qui alle prese con tematiche legate alla storia della Seconda guerra mondiale. Chi conosce bene i Marduk sa che, assieme al satanismo, questa è una delle grandi passioni della band: si pensi a quel capolavoro di “Panzer Division Marduk” e al più recente “Frontschwein”, oltre alla collaborazione con il progetto martial industrial svedese “Arditi”.

Tra ritmiche midtempo ed epica della guerra consumiamo velocemente brani veloci e diretti come “June 44” e “Narva”, dove si sente anche il buon lavoro della sezione ritmica con Fredrik Widigs alla batteria e Devo Andersson al basso. Un brano come “Tiger I” rallenta la corsa dando enfasi al cantato di Mortuus, qui ancora più enfatico, mentre la title track, un classico brano alla Marduk, spinge di nuovo le truppe in avanti per l’ennesimo assalto, senza curarsi delle conseguenze e del sangue versato. Non si può non provare un brivido mentre le urla strazianti di Mortuus scandiscono la parola “Viktoria”. “Silent Night” chiude il tutto con brano evocativo quanto funereo e disperato, una notte in cui condividere una promessa di morte sul campo di battaglia.

Anche se “Viktoria” non è certo il miglior album della band svedese, siamo comunque di fronte a un assalto compatto e senza cedimenti di sorta: puro black metal scandinavo che cavalca brucianti riff, al pari dei conterranei incendiari Watain. Sembra proprio che il genere stia vivendo un momento di grazia e di rinnovato vigore. Oltre ai Marduk e ai Funeral Mist si deve registrare infatti anche il recente ritorno in piena forma degli Immortal, come a sancire un vivo interesse per certe tematiche e sonorità incompromissorie quanto estreme. C’è da ben sperare per il futuro.

(14/07/2018)



  • Tracklist
  1. Werwolf 
  2. June 44 
  3. Equestrian Bloodlust 
  4. Tiger I 
  5. Narva 
  6. The Last Fallen 
  7. Viktoria 
  8. The Devil's Song 
  9. Silent Night


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