Skadedyr

Musikk!

2018 (Hubro) | free folk, chamber jazz

A ogni nuova uscita della prolifica fucina discografica Hubro ci ricordiamo l’entità della rivoluzione che si sta giocando in Norvegia sul campo del jazz ampiamente inteso. Entrato in catalogo a quattro anni dalla fondazione della label, oggi il collettivo Skadedyr è a tutti gli effetti tra i progetti continuativi più interessanti del roster, con il compito di rifondare il concetto di big band traghettandolo verso un organismo musicale massimamente libero ed eclettico.

E si tratta, a ben vedere, di una sorta di supergruppo formato da strumentisti che già si sono avvicendati in vari altri progetti di casa Hubro, come la Trondheim Jazz Orchestra e Moskus o in tempi più recenti al fianco di Frode Haltli e Kim Myhr. Il terzo album, “Musikk!”, fa seguito a “Kongekrabbe” (2013) e “Culturen” (2016) dimostrando un’agilità e una sicurezza dei propri mezzi notevoli persino per l’àmbito scandinavo, dove contaminazione e anti-accademismo sono quasi una regola.
Dopo un prologo corale che rievoca la gioiosa coralità di Island Band, l’ensemble Skadedyr si destreggia disinvoltamente in dialoghi spontanei tra tastiere jazz-fusion, chitarre, archi, fiati, due batterie e una fisarmonica, assieme alla versatilità vocale di Ina Sagstuen (già nei Karokh e nei Torg) che coniuga l’eleganza degli standard americani e i caratteri quasi onomatopeici del canto contemporaneo.

Un esempio su tutti potrebbe essere “Kallet”, dove a un tema brioso e fugace seguono mille altre soluzioni che deviano sensibilmente da esso pur senza sembrare posticce o inconsequenziali: in generale, Skadedyr dimostra un particolare gusto per l’intermezzo improbabile, guarnito di richiami ornitologici, sfregamenti afoni e rapide sequenze di armonici naturali.
A confronto, il finale “Hage Om Kvelden” è la tipica concessione romantica cui, di tanto in tanto, persino un enfant terrible come Frank Zappa non poteva rinunciare: un saluto accorato e solenne da parte di un’entità plurale che arriva al cuore dell’espressione musicale per vie traverse, tramutando l’improvvisazione in gioco pur senza mai banalizzarla. Un equilibrio che risulta impossibile replicare, se non lo si ha già nel sangue.

(17/07/2018)

  • Tracklist
  1. Musikk!
  2. Frampek
  3. Kallet
  4. Festen
  5. Portrett
  6. Hage Om Kvelden
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