Billy Woods & Kenny Segal

Hiding Places

2019 (Backwoodz Studioz) | abstract-hip-hop, east-coast-hip-hop

To be honest, when we started recording Hiding Places I didn’t fully understand billy woods lyrically yet. Of course, I caught the great one liners and quotables, but it wasn’t ’til about halfway into the project that I started grasping the bigger pictures he was weaving.
(Kenny Segal, intervistato su Qwest)
Collaborazione scurissima fra il rapper di Brooklyn Billy Woods e il produttore losangelino Kenny Segal, con ospitate di Mothermary, Elucid e Self Jupiter. Tutti qui riuniti per un hip-hop nero come la pece, consumato da ansia, paura e tensione brano dopo brano, iniettato dove serve anche di elementi rock, in particolare su "Speak Gently". Da segnalare la collaborazione nella produzione di Blockhead su "Crawlspace", unico brano la cui musica non è totalmente in mano a Segal.

Beat lenti, miasmatici e storditi, persino gotici, come quello zoppicante e lugubre di "Spider Hole", perfetti per accompagnare strofe declamate e rappate con un senso di minaccia costante, come nella tetra "Checkpoints": così Segal scopre il paesaggio sonoro perfetto per Woods, al suo vertice qui come produttore. Poca concessione all’orecchiabile e allo spettacolare, neanche al violento tanto caro a certo hip-hop: un album arrabbiato e desolante, asfissiante e ossessivo, che procede a passo sicuro ma senza accelerazioni, senza sussulti, senza momenti votati a stordire o spiazzare l'ascoltatore. Il suo è un andamento inesorabile, pieno di un tedio denso, come in "Spongebob", o screziato dai mostri nella testa in "Steak Knives" e "Bedtime", turbate da sample deformati.
Non sembra casuale, quindi, la predilezione per linee di basso distorte, la pesantezza di alcuni vuoti nell'arrangiamento e l'incespicare del flow, concretizzazione di una insicurezza che schiaccia e demotiva. In alcuni frangenti, come "A Day In A Week In A Year" e "Red Dust", non resta invece che arrendersi alla più rassegnata malinconia. Quando i brani sembrano comporsi in un tranquillizzante ordine, finiscono spesso per sfaldarsi, incepparsi, deformarsi, facendo trionfare un senso di disagio che riporta con la mente il capolavoro "The Cold Vein" dei Cannibal Ox. 

Una cartolina disperata dal presente, cristallizzazione dello spirito di un tempo bastardo e disperato, dove il contesto urbano diventa lo specchio in cui riflettere il proprio malessere esistenziale anche per un Kenny Segal solitamente più luminoso nelle sue rime. Insieme a "Bandana" di Freddie Gibbs & Madlib e "Malibu Ken" di Aesop Rock e Tobacco, fra le collaborazioni di spicco del 2019. Nono album migliore dell'anno per Stereogum, quinto per il Time.

(14/12/2019)



  • Tracklist
  1. "Spongebob"
  2. "Steak Knives"
  3. "Checkpoints"
  4. "Spider Hole"
  5. "Houthi"
  6. "A Day in a Week in a Year" (featuring Mothermary)
  7. "Bedtime"
  8. "Crawlspace" (featuring Elucid)
  9. "Speak Gently" (featuring Self Jupiter)
  10. "Toothy"
  11. "Bigfakelaugh"
  12. "Red Dust"

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Recensioni

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