Jannabi

Legend (Jeonseol)

2019 (Peponi) | alt-pop, pop-rock

Nel panorama musicale coreano dominato da boy-band, girl-band e balladeer tra loro perfettamente interscambiabili, farsi notare come artista indipendente, anche di area pop-friendly, diventa impresa difficilissima, anche più che nei principali mercati mondiali. Centrare la numero uno nell'ambitissima classifica dei singoli, col supporto di un'etichetta minuscola, assume le fattezze di un autentico miracolo. Questo è però quanto è successo ai Jannabi, giovane quartetto (fino a qualche mese fa quintetto) pop-rock la cui “For Lovers Who Hesitate” è schizzata dritta alla prima posizione della Gaon Chart, sbaragliando una concorrenza aggueritissima e con fondi imponenti alle spalle.

Midtempo chiaroscurale ma irrimediabilmente romantico, dalla docile aura vintage, si è rivelato un'autentica boccata di ossigeno, che ha permesso di evidenziare il talento melodico ed esecutivo di una band capace di intercettare le dinamiche contemporanee e adattarle al proprio disegno espressivo. Giunto un mese dopo l'exploit del singolo di lancio, “Legend” (“Jeonseol” in lingua madre) è il manifesto di una band pienamente consapevole delle sue qualità, testimonia l'evoluzione di un linguaggio che manovra melodismi jazz, armonie retrò, grinta rock e stimoli classici senza ritrosie di alcun tipo, con una leggerezza di questi tempi rara.

Per quanto paradigmatico del mood che informa l'album, il singolo finisce quasi con l'essere tra i momenti meno interessanti del progetto, fatto che la dice lunga sul livello medio della raccolta. Con un'invidiabile conoscenza dei meccanismi della canzone pop, nonché un rispetto delle progressioni che sa gestire pause, ripartenze e inserti strumentali, i Jannabi sviluppano la loro dolce alchimia in un'ampia pluralità di registri, facente sempre capo alla limpida sottigliezza che ne anima gli intenti. È una sottigliezza che si riverbera nel tema dei testi (gli scogli e i dolori insiti nel passaggio alla vita adulta), soprattutto però nell'accostamento e nelle transizioni tra generi e umori, impostati quasi a strutturare un dinamico concept-album.

Trova quindi spazio un vero gioiello d'arrangiamento come il guitar-pop spazzolato di “Mirror” (splendidi i contributi sparsi di chitarra), quasi un'apertura alla più pimpante “About A Boy”, raffinato saggio di jazz-pop scattante ed elaborato, che potrebbe rappresentare l'invidia di tanti gruppi arty nipponici. Laddove la title track presenta la maggiore corposità sonora, in virtù di un'organizzazione da jazz-band che si avvale di ottoni in gran spolvero e una smagliante chitarra bluesy (invidiabili la chiarezza e la scorrevolezza della scrittura), è con “Bad Dreams” che i Jannabi suggellano la loro potente ispirazione, in un brano dalle forme britpop (per quanto deviate in chiave electro-rock) che richiamano dappresso l'esplosiva miscela espressiva dei Delispice, tra le più rinomate indie-band coreane.

Pur con qualche concessione alla ballata spezzacuori, la prima età adulta dipinta dalla band convince in virtù di un'estetica definita attraverso il mood più che la compattezza di sound (in questo senso le nostalgiche interpretazioni di Choi Jung-Hoon fungono da autentico catalizzatore), così come di una competenza esecutiva che mette in risalto ogni singola idea messa in campo. Al netto degli scandali che hanno recentemente intaccato la reputazione del gruppo, i Jannabi sono adesso pronti a dare fondo a tutte le loro ambizioni.

(08/08/2019)

  • Tracklist
  1. Good Good Night (Intro)
  2. Together!
  3. Joyful Joyful
  4. Mirror
  5. About A Boy
  6. Dolmaro
  7. Legend
  8. For Lovers Who Hesitate
  9. Geum ui hwan hyang
  10. Bad Dreams
  11. Land Of Light
  12. Dreams, Books, Power And Walls


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