Mega Bog

Dolphine

2019 (Paradise Of Bachelors) | folk-pop, chamber-pop

Frutto di un percorso artistico decennale, “Dolphine” è il quinto capitolo del progetto Mega Bog, intestato alla compositrice musicista e cantante Erin Elisabeth Birgy, il primo realizzato per la Paradise Of Bachelors.
Album della maturità, nonché della completa padronanza delle molteplici suggestioni sonore messe in gioco nei precedenti capitoli, si avvale altresì della presenza di un cospicuo numero di collaboratori e amici (per la precisione 13 musicisti e una banda di polli?).

Le affinità elettive, spesso evocate dalla stampa e dai comunicati stampa (Joni Mitchell, Laurie Anderson su tutte), sono plausibili ma non esaustive. La sensibilità artistica di Erin è ricca di sfaccettature poetiche ed è facile incrociare durante l’ascolto sia la moderna saudade di Caetano Veloso (“For The Old World”), sia degli arpeggi elettronici che tratteggiano un improbabile matrimonio tra Philip Glass e Julia Holter (la title track).
“Dolphine” è un album non solo avventuroso, ma perfino imprudente, puntellato da una scrittura solida e vivace, il tutto graziato da una produzione perfetta, che tiene in equilibrio la complessità degli arrangiamenti con il dettaglio dell’architettura strumentale.
Dietro il titolo si nasconde anche un tracciato narrativo simil-fantasy: il genere umano è nato nelle profondità marine, ma mentre alcuni hanno abbandonato le acque, altri hanno scelto di continuare a vivere nell’oscurità degli oceani. Sarà questa la ragione dell’enorme fluidità delle undici tracce, spesso sottolineate da atmosfere oniriche e fragilmente malinconiche, le quali costituiscono la materia prima dei video creati a supporto dei due singoli: la già citata “For The Old World” e l’altrettanto crepuscolare “Truth In The Wild”.

Pur se orchestrato con una sensibilità tipica del chamber-pop, “Dolphine” affida la genesi delle canzoni alle infinite possibilità timbriche e creative della chitarra.
Non sono solo il mood acustico jazz-psych di “Spit In The Eye Of The Fire King” o l’ipnotico crescendo folk-pop di “Diary Of A Rose” (che rimanda a Aldous Harding, ma anche ai dimenticati Martha & The Muffins) a beneficiare delle sonorità delle sei corde, anche l’imprevedibilità dell’unico brano strumentale (“Fwee Again”) e l’introverso jazz-folk alla Joni Mitchell (“Left Door”) fanno tesoro delle peculiarità dello strumento simbolo della musica rock.

Enigmatico e lussuoso, “Dolphine” è un disco delicatamente estroverso (“I Hear You Listening (To The Bug On My Wall)”) ma anche introspettivo (“Waiting In The Story”), uno di quei rari esempi di musica pop capace di fondere abilmente sperimentazione e fruibilità.

(21/07/2019)



  • Tracklist
  1. For The Old World
  2. I Hear You Listening (To The Bug On My Wall)
  3. Diary Of A Rose
  4. Dolphine
  5. Left Door
  6. Spit In The Eye Of The Fire King (By Ash Rickli)
  7. Truth In The Wild
  8. Shadows Break
  9. Untitled (With ‘C’)
  10. Fwee Again
  11. Waiting In The Story




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