Starcrawler

Devour You

2019 (Rough Trade) | garage rock, proto-punk, alt-rock

Non c'è che dire, i losangelini Starcrawler hanno un'immagine che buca lo schermo. Soprattutto la cantante Arrow de Wilde e il chitarrista Henri Cash, per motivi diversi ovviamente. Con lei magrissima, smunta e spettrale, e lui invece gagliardo e sempre avvolto in camicie a metà tra un rodeo e l'ultima copertina di Vogue. Questo, unito a una tenuta del palco scafata a dispetto della giovane età e a qualche ottimo singolo, fece dell'esordio omonimo uno dei debutti più attesi del 2018. Il disco però non convinse molti, dato che singoli a parte (la bellissima e tarantolata "Ants" fu peraltro esclusa dalla tracklist), davvero riusciti, si trattava un revival proto-punk neanche troppo ispirato.

"Devour You" fa un po' meglio, aggiungendo peraltro al proto-punk sgretolato e gracchiante del primo disco alcuni momenti più muscolosi e sfumature 90's ("She Gets Around" e "Rich Taste"). Conserva però parte dei difetti del primo disco, riguardanti ovviamente l'anonimato in cui scadono alcuni brani. E' un rischio inevitabile, quando si armeggia materia abusata come questa, che purtroppo gli Stracrawler non riescono a evitare, cadendoci in una discreta sfilza di brani ("Toy Teenager", "Lizzy", "Rich Taste", "I Don't Need You", "Tank Top"). Abbastanza sfocato anche il singolo "Hollywood Ending".

Ci pensano discrete bombe come la marcissima "Bet My Brains", con un riff fantastico che sbuca dal nulla dopo che la voce di Arrow si sfalda e scompare nel bridge, o "You Dig Yours", con un altro gran lavoro di Cash alla chitarra, a salvare la baracca. Quest'ultimo, Henri, è davvero un buon chitarrista, di quelli magari non tecnicissimi ma tremendamente fantasiosi. La cosa però finisce col fare ancora più rabbia quando cotante potenzialità rimangono sovente inespresse, come con il classico studente capace ma svogliato.

Divertenti e numerosi gli inserti country, con il genere immerso in una palude di distorsioni e pigrizia, come capita nella dolce e svogliata "No More Pennies" o con la slide guitar di "Born Asleep". Molto probabilmente non ci troveremo mai tra le mani un ottimo disco degli Starcrawler, dato che il loro disinteresse nel puntare a maggiori compattezza e visione d'insieme sembra programmatico, quasi parte dei personaggi. Tocca farsene una ragione e abituarsi a fare una cernita ad ogni disco, perché le loro canzoni buone lo sono per davvero.

(18/10/2019)

  • Tracklist
  1. Lizzy
  2. Bet My Brains
  3. Home Alone
  4. No More Pennies
  5. You Dig Yours
  6. Toy Teenager
  7. Hollywood Ending
  8. She Gets Around
  9. I Don't Need You
  10. Rich Taste
  11. Born Asleep
  12. Tank Top
  13. Call Me a Baby


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