Starcrawler

Starcrawler

2018 (Rough Trade) | alt-rock, glam, grunge

Se volete farvi un’idea dello spirito post-adolescenzialmente “cazzone” che anima gli Starcrawler, basterà buttare un’occhiata al videoclip di “I Love L.A.”, girato con i protagonisti nelle vesti del personale di un surreale fast food americano, oppure alla messa in scena dai tratti orrorifici ricostruita per promuovere “Let Her Be”.
I quattro californiani, poco più che maggiorenni e già accasati presso Rough Trade, macinano dieci tracce in questo omonimo esordio prodotto da Ryan Adams, materiale che vibra incrociando ad arte Hole e T. Rex, gli anni 90 e i 70, grunge e glam, fra nostalgie chitarristiche e pose da rockstar consumate.

Lei, Arrow De Wilde, voce e personalità da vendere, è biondissima e magrissima, lui, Henri Cash, voce e chitarra, ha già il carisma giusto: se per voi le sei corde rappresentano ancora la vera essenza del rock’n’roll, sarà questo il miglior esordio possibile nel primo scampolo di 2018. Ricchissimo il gioco dei riferimenti: “Chicken Woman” parla il linguaggio dell’hard-rock sabbathiano, con tanto di accelerazione a sorpresa nel finale, “Pussy Tower” è Mark Bolan allo stato puro, altrove si finisce a due passi tanto dalle Runaways quanto dai riff dei primi Queens Of The Stone Age.

Efficacissimi quando comprimono le tracce sotto i due minuti (la nirvaniana “Full Of Pride”, le pallottole affilate “Train” e “Different Angles”), gli Starcrawler non perdono slancio neanche quando allungano un tantino il minutaggio. I ragazzi rappresentano la nuova incarnazione dello spirito classic-glam, semplici con modernità, e sul finale trovano la forza di progettare una densa ballad eletrica (“Tears”) e di mettere mano al blues acido che rese grandi a inizio millennio i White Stripes (“What I Want”).

Subito convocati per l’edizione 2018 del Primavera Sound di Barcellona per mettere un po’ di pepe alla giornata inaugurale, dal vivo dimostrano di avere l’energia necessaria per buttare giù le pareti di qualsiasi live club, come dimostrano i video in circolazione sul Tubo. Provare per credere il fulmineo “Ants”, singolo dello scorso anno chissà perché lasciato fuori dall’album, oppure l’intero show (visionabile qui accanto) tenuto all’Omeara Club di Londra il 18 gennaio. Eccitazione ai livelli di guardia: ragazzi, non vi perdete, mi raccomando.

(01/01/2018)

  • Tracklist
  1. Train
  2. Loves Gone Again
  3. I Love L.A.
  4. Different Angles
  5. Chicken Woman
  6. Pussy Tower
  7. Full Of Pride
  8. Let Her Be
  9. Tears
  10. What I Want










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