Anna Burch

If You're Dreaming

2020 (Heavenly / PIAS) | songwriter, indie-pop

Dopo aver suonato per qualche anno insieme ai Frontier Ruckus e nei Failed Flowers e aver ottenuto un Master in "Cinema and Media Studies" a Chicago, Anna Burch si accorse di sentire la necessità di proseguire la carriera da musicista e pubblicare un album interamente a suo nome. Era il 2018 quando usciva “Quit The Curse”. A due anni di distanza, la cantautrice di Detroit si ripresenta ora con un nuovo disco solista. Senza rinnegare completamente l’indie-pop e le chitarre tintinnanti dell’esordio, con “If You’re Dreaming” Burch si abbandona a un’atmosfera più rilassata, talvolta fumosa e sognante, e caratterizzata da una raffinata patina vintage. Insomma, per andare avanti, niente di meglio che catapultarsi nel passato.

Il delicato strumentale “Keep It Warm”, quasi un flebile eco proveniente da un tempo lontano, funge da spartiacque per quella che si rivela essere però solamente una bipartizione cronologica, piuttosto che concettuale o sonora. Le canzoni della prima metà di “If You’re Dreaming” sono state infatti composte a ridosso dell’uscita del disco d’esordio, mentre quelle della seconda parte dopo il lungo ed estenuante tour a supporto di questo. E se è vero che i primi due pezzi, “Can’t Sleep” e il singolo “Party’s Over”, sembrerebbero riallacciarsi stilisticamente al jingle-jangle chitarristico di “Quit The Curse”, “Jacket” e la leggerissima “So I Can See” mettono invece subito in evidenza gli elementi di novità del nuovo lavoro. Le chitarre acustiche prendono il sopravvento e divengono il principale strumento di accompagnamento delle dolci e angelicate melodie cantate da Anna Burch.
Alla struttura essenziale delle composizioni vengono poi aggiunte le coloriture atmosferiche che sfumano soffusamente tutti i brani. Tramite questi accorgimenti “Ask Me To” trasporta chi ascolta in un ambiente vaporoso e indefinito.
Nella seconda metà dell’opera l’indie-pop di “Go It Alone” e il retro-pop di “Not So Bad” e della riuscitissima ballad pianistica “Tell Me What’s True” procedono sulle stesse coordinate.

La cantautrice sperimenta anche liricamente e cerca di universalizzare il messaggio contenuto nelle sue canzoni tramite l’utilizzo della seconda persona singolare (ad esempio, in “Can’t Sleep” e “Go It Alone”). Questo tuttavia non implica il completo abbandono dell’attitudine diaristica e confessionale che aveva caratterizzato il disco d’esordio e la coesistenza di questi due impulsi illumina, finanche in un’opera più meditata, l’animo inquieto e riflessivo dell’americana.
“If You’re Dreaming”, se paragonato al suo predecessore, perderà forse in immediatezza e istintività, ma sfoggia degli arrangiamenti più ricchi e stratificati, che in mancanza di un vero picco emotivo, contribuiscono a creare un flusso sonoro piacevolmente nebuloso, perfetto per certe malinconiche giornate di pioggia durante le quali le uniche soddisfazioni sono una tazza di tè fumante e la voce della Burch.

(27/04/2020)

  • Tracklist
  1. Can't Sleep
  2. Party's Over
  3. Jacket
  4. So I Can See
  5. Ask Me To
  6. Keep It Warm
  7. Go It Alone
  8. Tell Me What's True
  9. Not So Bad
  10. Picture Show
  11. Every Feeling
  12. Here With You




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