Ermal Meta

Tribł urbana

2021 (Mescal, Sony Music) | songwriter, pop

Dopo l'onorevole terzo posto ottenuto nel corso dell'ultimo Festival di Sanremo con "Un milione di cose da dirti", brano che ha conquistato il premio Giancarlo Bigazzi per la miglior composizione musicale e il premio Siae - Roma per il miglior videoclip di un pezzo partecipante alla kermesse, a distanza di tre anni dal precedente "Non abbiamo armi", giunge "Tribù urbana", il quarto lavoro solista di Ermal Meta.
Il cantautore italo-albanese, raffinato esteta di tematiche esistenziali strutturate su schemi pop lineari, ben narrate e tecnicamente ineccepibili, prova a sondare territori meno abituali e grazie ad alcuni espatri verso sonorità più incisive confeziona un album godibile, seppur privo di picchi da far strabuzzare gli occhi.
Si accenna al synth-pop in "Stelle cadenti", volta alla descrizione di un sentimento ormai ai titoli di coda, per passare agli sciolti ritmi cadenzati di "Uno" e "Un altro sole", ma è nel tirato funky elettro-pop di "No Satisfaction" - primo singolo apripista nel quale si ragiona sui sogni disillusi della nuova generazione - che il risultato si fa maggiormente apprezzare, riportando ai ritmi pop-rock del periodo dei La Fame di Camilla, suo iniziale progetto artistico.

Ma sono le iniziative più tradizionali dove, per ora, il talento continua a emergere con più ordine. Il brano sanremese "Un milione di cose da dirti" è dotato della pulizia e della qualità che ne hanno sempre contraddistinto la sua porzione di carriera solista, mediante una precisa modulazione e quel peculiare procedimento che lo porta a sollevare la melodia per scatenarne l'ampiezza vocale e accompagnarla verso un fading pulito e uniforme.
La modernità stilistica espressa nella ballata "Non bastano le mani" non avrebbe sfigurato sul palco del Festival, grazie all'eleganza delle note di pianoforte interrotte dal veemente e sofferto ritornello: "Che forse non c'è un'altra occasione/ Per fare di me un codardo feroce/ L'amore perché non se ne va via da sé?" e nemmeno nel messaggio che l'amore alla fine batte ogni maledizione tracciato nell'intensa "Un po' di pace".

Al centro di "Sara e Nina" sono le difficoltà nel vivere un adolescenziale rapporto Lgbt e le difficoltà di farlo accettare a chi sta intorno: "La felicità non te la posso garantire/ Ma la tristezza te la posso risparmiare", mentre ne "Gli invisibili" vengono portati agli onori coloro che stanno spesso ai margini: "Siamo gli ultimi ci vedi sullo sfondo/ Siamo gli invisibili che salveranno il mondo", laddove è necessario porsi qualche domanda quando si tende a perseverare nel vivere da ragazzini se l'età non è più conforme ("Vita da fenomeni").

"Tribù urbana" conferma l'indiscutibile talento di Meta, figura artistica completa e abile nel trasporre in versi svariati pensieri con rara metrica e poetica comunicativa, sulla quale iniziano finalmente a scorgersi barlumi d'arrangiamenti più impavidi che arricchiscono le sottili sfaccettature della sua proposta.

(19/03/2021)

  • Tracklist
  1. Uno
  2. Stelle cadenti
  3. Un milione di cose da dirti
  4. Il destino universale
  5. Nina e Sara
  6. No satisfaction
  7. Non bastano le mani
  8. Un altro sole
  9. Gli invisibili
  10. Vita da fenomeni
  11. Un po' di pace




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