Zahara

Puta

2021 (G.O.Z.Z. Records) | electropop, ambient pop

Ormai veterana del pop spagnolo contemporaneo, sul finire degli anni Novanta la madrilena Maria Zahara Gordillo Campos (in arte, semplicemente Zahara) ha iniziato appena sedicenne a cantare per locali, sognando di diventare cantautrice professionista. Dalla metà del decennio Zero, la sua carriera ha ottenuto risultati sempre più consistenti, per poi consacrarsi con il singolo “Con las ganas”, dall’album “La fabulosa historia de la chica que perdió el avión” del 2009. Trattasi di una ballata pianistica piuttosto stucchevole, ma che mostra già in nuce una propensione a una scrittura introspettiva e drammatica che troverà sempre più spazio nella carriera della cantautrice, giungendo al suo zenit con l’ultima prova discografica, “Puta”.

Anticipato dal singolo “Merichane”, uscito il 14 gennaio, l’album ha riscosso un ottimo successo di pubblico, debuttando al secondo posto delle classifiche spagnole, alimentato anche da un certo dibattito attorno alle tematiche affrontate in modo crudamente autobiografico nel corso delle undici canzoni. Il testo della stessa “Merichane” è una lista di vicende vissute dalla cantante, un canto di liberazione da tutte le sue insicurezze e dai tormenti sessuali e professionali (“Io ero lì quando tutti ballavano/ si bagnavano il dito credendosi eterni/ Io ero in bagno tenendomi la porta con la schiena/ Mentre baciavo loro la lingua/ Io ero lì negli uffici della Universal/ Ingoiandomi sermoni sul mio potenziale”…“Ero in ginocchio chiedendo perdono al tuo Dio/ Per non saper dire di no/io/ ancora lì, senza sapere come uscirne”). Queste vivide liriche sono accompagnate dalla base ad opera del produttore Marti Perearnau, che alterna un’incalzante e oscuro fondale electropop nelle strofe ad aperture angeliche, quasi da ambient/dance, nel ritornello.

Più che il songwriting è infatti la qualità della produzione il vero fiore all’occhiello di un disco che in altre mani avrebbe rischiato a più riprese di scivolare nella lagna. “DOLORES” aggiorna la lezione di “El Mal Querer” sfoggiando magniloquenti cori Mellotron, mentre il pianoforte di classica scuola house e le coltri di sintetizzatori electro in “Berlin U5” danno una non scontata dose di solennità al canto ora dream ora sussurrato, così come in modo totalmente diverso le manipolazioni di sintetizzatori in reverse, effetti vocali e vocoder immergono “SANSA” in un’atmosfera fortemente immaginifica.
Dichiarata fonte di ispirazione umana e artistica, la celeberrima popstar statunitense Taylor Swift viene omaggiata in “TAYLOR”. Dedica di grande generosità: i crescendo di carillon campionati, pad, cassa dritta e sovrapposizioni vocali creano una potenza drammatica e una tensione mistica totalmente sconosciute alle ben più blande produzioni ad opera della cantate di West Reading.

La capacità di mettersi a nudo in modo tanto onesto quanto poeticamente efficace è stata la principale chiave di successo di “Puta”. L’appellativo Merichane dell’omonimo testo, che si riferisce alla prostituta di quartiere col cui nome veniva apostrofata la stessa Zahara in adolescenza per le sue attitudini libertine, è divenuto una sorta di simbolo #metoo in salsa spagnola, con decine di ragazze che hanno espresso via social la propria vicinanza emotiva alle esperienze del tutto personali espresse dalla cantautrice.
Se da un lato viene da chiedersi per l’ennesima volta come sia possibile che a oltre cinquant’anni di distanza dalle grandi battaglie di liberazione sessuale in Occidente, vi sia ancora tutta questa difficoltà per le donne e le ragazze di tutto il mondo a potersi esprimere liberamente, senza subire abusi o giudizi malevoli e diffamanti, dall’altro non si può che gioire di fronte a una tale dimostrazione di forza catartica, sia su scala individuale che collettiva, della musica.

(17/09/2021)

  • Tracklist
  1. flotante
  2. MERICHANE
  3. canción de muerte y salvación
  4. TAYLOR
  5. SANSA
  6. berlinU5
  7. RAMONA
  8. negronis y martinis
  9. médula
  10. joker
  11. DOLORES