Stabscotch

Prison Jar

2022 (autoprodotto) | experimental-rock, digital-hardcore, noise-rock

Avevamo lasciato gli Stabscotch alle prese con l’ottimo "Twilight Dawn", disco uscito in due diverse versioni e con tracklist opposte che faceva la somma degli Ep "7 Is A Cycle" e "Drama Dragon". Li ritroviamo, oggi, con questo “Prison Jar”, che Blensdorf aveva già annunciato nell’intervista che ci rilasciò un paio di anni fa: “7 Is A Cycle” e “Drama Dragon” riflettono, rispettivamente, la magia nera e la magia bianca. “Uncanny Valley” e “7 Is A Cycle” hanno esaurito l’esercizio relativo alla magia nera, mentre “Drama Dragon” si concentra su quella bianca.
Dunque, anche il nostro prossimo album, “Prison Jar”, si concentrerà sulla magia bianca. Come accade per tutte le cose, entrambe hanno sfumature diverse, che riflettono i loro opposti spettri, ma noi abbiamo sentito l'impulso di procedere con qualcosa che, per quanto ci riguarda, è indescrivibile. Quello che ascolti su “Drama Dragon” e quello che finirà su “Prison Jar” hanno a che fare esattamente con questo. La nostra traiettoria è interessata a intercettare tutti i poteri possibili e ciò comporta continue impennate da parte nostra”.

Blensdorf ama, evidentemente, farci venire il mal di testa, ma noi gli vogliamo bene lo stesso e proprio per questo non facciamo sconti alla sua creatura. Questo per dire che, da queste parti, “Prison Jar” non ha per nulla convinto. Nel solco di quanto già proposto insieme a Five Star Hotel col progetto Radioactive Boss Baby, la band di Pittsburgh sceglie, in queste quattordici tracce, di miscelare il proprio art-rock con massicce dosi di un’elettronica che profuma di post-industrial, di deconstructed club e di una frenesia digitalizzata che spesso e volentieri la fa fuori dal vaso.
Nelle note di presentazione del disco, la band mette le mani avanti: ascoltare questo disco equivale a sedersi in un “panopticon di sensazioni, desideri, inseguimenti e angeli”, per gustare “un'incredibile quantità di grinta e passione”, “traboccante di fiamme di estasi e brutalità”. Sì, è più o meno così. Nel senso che durante questi scarsi cinquanta minuti di musica sembra davvero di piombare nel bel mezzo di un caotico groviglio di suoni-sensazioni, dove l’estasi e la brutalità vanno di pari passo, solo che non si riesce davvero a capire dove, questa volta, la band voglia andare a parare.

“Citral” fa gli onori di casa, introducendo il disco in atmosferica modalità: c’è l’elettronica che fluttua come d’ordinanza in questi anni così sfuggenti e dominati dalla tecnologia, ma c’è anche un sax che tiene viva la fiammella dell’umana speranza. Poi, “XALLELUJAH DÆMON” mette in chiaro le cose, cominciando a srotolare dinanzi alle nostre orecchie un collage di luminescenze elettroacustiche, sprazzi di art-rock e voci su di giri che sarà il leit-motiv di tutto il disco e che solo in qualche caso lascerà risuonare gli echi della “valle perturbante” (“Hyper Xtal Immolation”, volendo anche “No Honey Sodomy”, “Sugar Asshole” e la title track).
Altrove entriamo, invece, in rotta di collisione con un alternarsi di brutale frastuono e momenti più sbarazzini (“Monkey With A Bomb”), oppure si fanno i conti con deliri post-umani in cui, però, si riesce almeno a prendere un po’ di fiato (“Facebook Aliens”). “Life Beam” e “Love Me, Feed Me, But Please Don't See Me” tengono ancorata la band al suo più recente passato, anche se il sovraccarico elettronico non fa niente per evitare di risultare fastidioso.

“Radio Angel” svalvola con iperattiva maniacalità, mentre “And Lo” trivella, esulta e si abbandona al deliquio post-rave con una gran bella faccia tosta. Quella che non manca agli Stabscotch, da cui, però, al prossimo giro ci aspettiamo qualcosa di più a fuoco, qualcosa che, insomma, riesca a convogliare la loro passione per il caos in composizioni in cui il sovraccarico di suoni-sensazioni-emozioni non si risolva in un tourbillon tutto fumo e poco arrosto.

(13/08/2022)

  • Tracklist
  1. Citral
  2. XALLELUJAH DÆMON
  3. Hyper Xtal Immolation
  4. Monkey With a Bomb
  5. Facebook Aliens
  6. Life Beam
  7. RADIO ANGEL
  8. No Honey Sodomy
  9. Sugar Asshole
  10. Prison Jar
  11. Private Balloons in the Observer
  12. Love Me, Feed Me, but Please Don't See Me
  13. And Lo
  14. IF IT'S THE FIRST THEN IT'S ALWAYS THE LAST
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