Yann Tiersen

11 5 18 2 5 18

2022 (Mute) | elettronica, avantgarde

Leggi quella sfilza di codici e pensi che Yann Tiersen l'abbia fatto ancora. Invece no, questa volta il compositore bretone non ha musicato i luoghi più sperduti dell'Ile de Ouessant, premurandosi di farci avere le coordinate esatte. Niente di più distante, anche geograficamente parlando: i nove brani di “11 5 18 2 5 18” nascono a Berlino da una sessione di sperimentazioni buttate giù in vista di un'esibizione presso un festival della capitale tedesca. La quale, ancora una volta, si dimostra un luogo in grado di ispirare e “veicolare” il suono di ogni artista in una direzione ben precisa: quella che porta dritta ai sintetizzatori, in questo caso.

 

Se è infatti vero che Tiersen negli anni si era più volte interessato all'ambito elettronico, è altrettanto innegabile che mai si era spinto così tanto in territori sintetici, preferendo perlopiù mischiare il tutto con strumenti suonati. Posizionandosi a mezza via tra l'elettronica e il rock, dunque, e senza mai perdere troppo di vista quella modern classical che ha fatto le fortune di Yann e che resta il motivo per cui è conosciuto a ogni latitudine terrestre.
Qui invece lo scenario cambia: tutto (o quasi) diventa sintetico, le voci – quando presenti – si fanno robotiche, le influenze kraut non mancano, sembra di entrare in un futuro distopico ma neppure troppo. Compare, soprattutto, un beat che rende il repertorio quasi spendibile in certi dancefloor a tinte dark. Talvolta la trama prende una piega space, quasi fossimo finiti per sbaglio in qualche universo parallelo tratteggiato dagli Air, altrove il battito si spegne e ci si ritrova in atmosfere più congeniali all'artista e al suo pubblico, laddove il pianoforte si riprende i suoi spazi.

 

Il brano finale è un ponte con il passato, ovvero una versione accorata e ancora più evocativa di “Mary”, canzone che faceva parte dell'album “Les Retrouvailles” originariamente cantata da Elizabeth Frazer e qui interpretata da Émilie, moglie di Tiersen, in arte Quinquis.
Tutto sommato, nel complesso, niente male.

(20/07/2022)

  • Tracklist
  1. 11 5 18 2 5 18
  2. 11 5 18. 1 12. 12 15 3 8
  3. 1 18. 13 1 14 5 18. 11 15 26 8
  4. 16 1 12 5 19 20 9 14 5
  5. 3 8 1 16 20 5 18. 14 9 14 5 20 5 5 14
  6. 11 5 18 12 1 14 14
  7. 11 5 18. 25 5 7 21
  8. 16 15 21 12 12. 2 15 10 5 18
  9. 13 1 18 25 (6 5 1 20. 17 21 9 14 17 21 9 19)
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