E poi, proprio quando meno te lo aspetti, mentre stai cercando di trovare la quadra per la tua personale classifica dei migliori dischi usciti nel 2023, il buon radar dell'applicativo mobile ti propone un brano degli Honesty, che francamente, prima d'ora, non avevi mai sentito nominare. È proprio vero che questi dannati aggeggi ti conoscono (spaventosamente) meglio di quanto possa immaginare, e quando ti propongono qualcosa, non devi mai fare orecchie da mercante.
Il brano in questione si chiama “SEAMS”, un pezzo che in sei minuti abbondanti mette insieme una moltitudine di idee e di riferimenti che fanno subito drizzare le antenne. Quel ritmo ipnotico d’apertura, quasi kraut-rock, che si mescola a sonorità post-punk e shoegaze, con urgenti linee di basso e fondamentali inserzioni d’elettronica ambient, è aggraziato da una voce femminile che descrive le tumultuose vicende di un amore che ha perso parte o tutte delle principali connessioni che lo tenevano in piedi. Un menù che fa suonare in me il campanello d’allarme, quello positivo ovviamente. Parte quindi la doverosa ricerca di saperne di più.
Gli Honesty sono un collettivo inglese, originario di Leeds, da pochissimo scritturato dalla Partisan Records (altra garanzia). Il gruppo è principalmente composto da George Mitchell, Matt Peel, Josh Lewis e Imi Holmes, e il termine "principalmente" non è messo lì a caso, perché il loro è un progetto aperto alle più ampie e disparate collaborazioni nate all’interno degli storici studi The Nave, ubicati proprio nella cittadina dello Yorkshire.
Esaminando con più cura i componenti della band, ho notato un nome che non mi suona nuovo, quello di George Mitchell. E infatti lui è esattamente l’ex-leader e vocalist degli Eagulls, un complesso che una decina d’anni fa ebbe modo di farsi conoscere con un paio di album niente male, dove l’elaborazione delle più classiche tematiche post-punk venne servita in modalità, per così dire, più amichevole, contaminata da aspetti che ne ampliarono la gamma stilistica. Ebbene, questo nuovo progetto riparte essenzialmente da quell’idea, che non desidera ancorarsi a stilemi chiusi a serramanico. Prendendo il via da un’indole prettamente post-punk, gli Honesty abbracciano un ventaglio di soluzioni che non pare porsi alcun limite.
Quest’interessantissimo Ep d’esordio, intitolato “WHERE R U”, abbraccia altri quattro brani oltre a quello menzionato poc'anzi, tutti meritevoli di puntuale citazione e tutti forgiati da variegate fisionomie.
In “MR. SPEAKER” il featuring di Rarelalways fa accedere il mondo dell’hip-hop all’interno dell’elettronica più raffinata, che strizza l’occhio al clubbing più vellutato. Per non parlare del doppio singolo già uscito lo scorso settembre, “U&I” e “TUNE IN TUNE OUT”, due brani nei quali gli scenari sonori affrontati dai nostri appaiono mutevoli e persino sorprendenti: il primo con cadenze più incalzanti, più riflessivo e dilatato il secondo, in ogni caso, entrambi dotati di lodevoli ed estese scelte armoniche.
Chiude il cerchio “NIGHTWORLD”, episodio dove l’elettronica più atmosferica e pulsante sembra insinuarsi in vicende alt-rock più che in altre situazioni in scaletta.
Insomma, una vera e propria sorpresa, inattesa nei modi e nei tempi.
Il nome degli Honesty è stato subito annotato sul mio taccuino, nella sezione dei progetti da tenere sotto controllo, in attesa di poterne gustare gesta future più estese di questo pregevole Ep di debutto.