Il progetto The Arcs sembrava ormai destinato a concretizzarsi e concludersi con l’album di esordio “Yours, Dreamily”, uscito poco meno di un decennio fa. La prematura scomparsa di Richard Swift e gli innumerevoli impegni di Dan Auerbach e compagni avevano apparentemente decretato l’epilogo della fugace carriera del gruppo psych-rock.
“Electrophonic Chronic” segna, invece, il ritorno della band con una dozzina di brani registrati prima della dipartita del percussionista e tastierista. La presenza spettrale del musicista infonde un’essenza dolceamara in tutto l’album che anche nella copertina evoca l’ombra nera della morte. Eppure sin dalla prima traccia, "Keep On Dreamin'", scelta come singolo trainante, si percepisce l’incredibile vitalità che attraversa l’intero lavoro. Dei fiati frizzanti accompagnano la batteria ritmata e un basso funky nell’outro. Vibrazioni lisergiche avvolgono ogni brano con la voce calda e piena di sentimento di Auerbach che affascina senza sforzo nel ritornello trionfante di “Eyez” e nelle ballate rock vintage “River” e “A Man Will Do Wrong”.
Le atmosfere anni 60 sono ricorrenti ma raramente colpiscono nel segno. Le melliflue voci femminili in “Sunshine” e il breve intermezzo “Backstage Mess” appaiono un po’ sconnessi. Si tratta, però, di pochi inciampi in un album in cui l’abilità tecnica della band risalta anche nei fugaci interludi (“Califone Interlude”). La chitarra elettrica intrisa di blues attira l'attenzione nel vasto viaggio psichedelico di "Heaven Is A Place", offrendo un groove immediato e contagioso.
Anche quando il ritmo si addolcisce, l'album rimane coinvolgente, e l'accattivante ballata conclusiva "Only One For Me" chiude degnamente un lavoro che, nonostante le tragiche circostanze che ne hanno preceduto l’uscita, va ben oltre la semplice raccolta di brani postumi.