Verberis

The Apophatic Wilderness

2024 (Norma Evangelium Diaboli)
black metal, dissonant death metal

Anche il metal estremo neozelandese ha qualcosa di importante da dire, al di là del successo raccolto negli anni dagli Ulcerate o da una band di culto come i grezzi Diocletian (loro, in realtà, molto più apprezzati negli ambienti underground). Scavando ancora più a fondo, troviamo infatti i Verberis, i quali condividono lo stesso batterista (l’ottimo Jamie Saint Merat) proprio con gli Ulcerate.

La proposta del quartetto di Auckland riparte dalle coordinate dell’acclamato “Adumbration Of The Veiled Logos” (2022), mescolando in un sol colpo un contorto black metal dalle tematiche filosofico-esistenzialiste con dei passaggi dissonanti palesemente influenzati dalle propaggini più tecniche del death metal. A tal proposito, un indizio di appartenenza a tale corrente ci viene confermato dalla label per cui incidono i Verberis, la Norma Evangelium Diaboli, già casa dei vari Deathspell Omega, Funeral Mist e Lifvsleda. È soprattutto la band francese il punto di riferimento costante per il gruppo in esame, alla luce di un riffing velenoso e ossessivo, capace di trasformare l’approccio al black metal in una ragnatela sempre più fitta e intricata.

Il poker di brani qui proposto (in tutto, superiamo i quaranta minuti di durata) deve essere assimilato come una lunga composizione da buttare giù senza mai prendere fiato: se “The Emptying Of God” punta maggiormente sulle atmosfere malsane, la tetra architettura strumentale dei Verberis prende il largo con le accelerazioni della successiva “Labyrinthine Privation”, un passaggio dirompente dal tessuto vagamente progressivo.
All’interno del dittico conclusivo dal titolo “Arteries Unto Ruin”, spicca una seconda parte molto più corposa e allucinata, nella quale è possibile toccare con mano quell’intensità a tratti limitata dall’eccessiva freddezza dell’album (senza dubbio, il precedente “Adumbration Of The Veiled Logos” risultava più oscuro e viscerale).

“The Apophatic Wilderness” si rivela comunque un prodotto di valore, l’ennesimo labirinto musicale probabilmente privo di uscita. Un disco asimmetrico, surreale, soffocante.

18/05/2024

Tracklist

  1. The Emptying Of God
  2. Labyrinthine Privation
  3. Arteries Unto Ruin I
  4. Arteries Unto Ruin II

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