ANGELA AUTUMN - Believer

2026 (Gar Hole)
folk, songwriter

Angela Autumn ha lentamente conquistato una piccola fama nello sterminato giro folk di Nashville, dove attualmente vive, tanto da essere chiamata affettuosamente “La rosa degli Appalachi”, un soprannome che richiama le radici familiari negli Allegheny ma anche la sua maestria al banjo.
Angela è, insomma, una cantautrice folk che ama isolarsi dal mondo, infatti per questo suo secondo album, “Believer”, afferma di voler “fondere diversi aspetti” di sé stessa”, aggiungendo parole che sottolineano fin da subito il suo approccio compositivo: “Molti miei amici sono ballerini e spogliarellisti. Mi piace quindi creare musica che permetta loro di muoversi. Con questo disco volevo realizzare qualcosa che avesse più grinta”.

Per dare anima e corpo a questa sua inclinazione, la musicista è tornata nei luoghi cari della propria infanzia, finendo per trascorrere moltissimo tempo nei boschi del Tennessee, tra weekend passati da sola in una casa sull’albero di una zona rurale fuori Asheville, giorni vissuti dentro il magazzino di un suo amico a Chattanooga, dormendo, come racconta lei stessa, “sul pavimento di cemento” e “scrivendo musica durante il giorno”. Dunque, una vagabonda in cerca di nuovi spunti: “Mi piace mettermi in situazioni estreme per scrivere. Ed è così che ho scritto brani come ‘Jesus Heist’ e ‘In the South’: lasciandomi tutto alle spalle e immergendomi nella natura. Senza la terra, probabilmente non avrei alcuna musica”, spiega ancora la cantautrice.

Scritte le dodici canzoni in totale armonia con il proprio mondo e soprattutto il proprio tempo, la Autumn (nomen omen, per giunta) ha poi contattato Isaiah Beard, polistrumentista noto come Baerd, con il quale aveva già collaborato in passato, facendosi affiancare anche da musicisti come il batterista Ross McReynolds. “Raddoppiavo spesso la voce per enfatizzare certi passaggi del testo, mentre Isaiah a volte sovrapponeva sei diverse parti di chitarra allo stesso brano. È stato un esperimento all’insegna del divertimento, senza prenderci troppo sul serio”, dice.

Se la maggior parte dei brani esalta nelle parole il fascino dei canyon e delle valli degli Appalachi settentrionali (un esempio su tutti è la ballata folk “Mountain Stream”), la musica non sempre asseconda tale pastoralità, come nel trotto indie-rock di “Sage Bundle”, quasi una (s)canzonetta alla Stephen Malkmus, alimentando così soluzioni melodiche alternate, mentre alcuni passaggi affrontano anche temi come l’importanza di essere introspettivi e silenti, uniti, però sempre al potere salvifico della natura, di fatto il suo mantra.

E’ in questa variazione di melodie al banjo, improvvise preghiere con la voce sdoppiata (“Jesus Heist”), altrove spesso tremula, e romantiche aperture acustiche da estroversa folksinger (“Electric Lizard”) che Angela Autumn trova la sua nuova ragion d’essere in musica.
E quando il cerchio si chiude con una nenia estatica (“My Alchemy”), l’impressione è quella di essersi imbattuti al cospetto di un album pregevole, senza cali apparenti, composto con una personale spensieratezza che riesce, al netto di ogni derivazione possibile, a convincere quanto basta.

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08/10/2026

Tracklist

  1. 1. Heavy Tobacco
  2. 2. Millionaire Money
  3. 3. In the South
  4. 4. Mountain Stream
  5. 5. I Don't Think About You At All
  6. 6. Sage Bundle
  7. 7. Bleach Bugs
  8. 8. Believer
  9. 9. Garbage
  10. 10. Jesus Heist
  11. 11. Electric Lizard
  12. 12. My Alchemy

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