SPACE AFRIKA - Quiet Storm

2026 (Dais)
post-industrial

Registrato con l’aiuto di una lista  notevole di ospiti (Axelle Fanyo, Alto Aria, Klein, RXKNephew, Tony Njoku, Kiala Ogawa, Kelly Moran, e altri) “Quiet Storm” è un disco notturno, orchestrale e cinematografico, tutt’altro che immediato.

L’apertura è affidata alla voce salmodiante della soprano Axelle Fanyo, in un crescendo di intensità sottolineato dall’orchestra che l’accompagna: una danza che lentamente trasporta l’ascoltatore in un vuoto cosmico. Il posto ideale dove provare a scaldarsi sotto i pochi raggi di luce emanati dalle note di pianoforte della ballata interpretata dalla violinista Vanessa Bedoret. Anche qui i suoni sono dilatati, i beats assenti e la voce recita una preghiera come in una piece teatrale sulla fine del mondo (“Crying Never Had A voice”) . 

Senza soluzione di continuità la danese Aria Leth Schütze, alias Alto Aria, accenna la prima risonanza pop della raccolta, una melodia degna della più romantica Robyn, sulla ballata “From the Heart of Knowing” arricchita dalla presenza di Kelly Moran al pianoforte. Lentamente il ritmo prova a farsi vedere tra le ombre con cui Joshua Tarelle Reid e Joshua Inyang hanno coperto il loro nuovo album: nel breve rap di RXKNephew su “Ballad For A ‘G’” e nei quattordici secondi del frammento “Black And Gold”.

Ma sono ancora gli archi e un coro di voci celesti su “H00D Ambient” a riportare l’ascolto su piani astratti e carichi di enfasi.  L’arpa della musicista greco-canadese Any, nella vita di tutti i giorni Anastasia Patellis,  accompagna l’invettiva di “Validation”, un monologo focalizzato sul concetto di trasformazione e sul bisogno profondo di riappropriarsi della propria identità e del proprio percorso di vita (“I had to validate myself…“).

Ancora ospiti e altre sorprese con il trip-hop in slow-motion di “LN” dove il falsetto di Tony Njoku accende scintille soul al blues post-industriale dell’arrangiamento. Con i suoi quattro minuti e ventotto secondi di durata il brano è quanto di più simile a un singolo ci sia sull’intera raccolta. Il “Pretty Gospel”, quasi in chiusura di album, interpretato dalla voce fatata della musicista franco-giapponese-congolese  Kiala Ogawa sembra poter donare infine pace e tranquillità. Un rilascio emotivo subito interrotto dall’ansia claustrofobica della seguente “If This Is Hell”.

Gran finale sotto una pioggia battente con i sei minuti abbondanti del blues siderale di “Regards”. 

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09/10/2026

Tracklist

  1. 1. Vanity ft. Axelle Fanyo
  2. 2. Crying never had a voice ~ ft. Vanessa Bedoret
  3. 3. From the Heart of Knowing ft. Alto Aria
  4. 4. Ballad For A 'G' ft. RXKNephew, Klein
  5. 5. Black and Gold
  6. 6. H00D Ambient
  7. 7. Validation ft. Any
  8. 8. 1,2
  9. 9. MLN ft. Tony Njoku
  10. 10. We Live. Joy
  11. 11. Pretty Gospel ft. Kiala Ogawa
  12. 12. If This Is Hell ft. Deuén
  13. 13. Regards

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