AA.VV. - Death Disco – Volume I

2011 (Death Disco)
goth-rock, minimal-synth, new wave, post-punk
La mia predilezione per le compilation è ben fondata, poiché non solo permettono una varietà in genere non presente in un album di un gruppo normale (anzi spesso vista anche di cattivo occhio), e dall'altro è un termometro per una scena se non proprio palcoscenico per nuove leve. E nel nostro caso la questione è decisamente interessante perché effettivamente le novità di questi ultimi mesi (se non anni addirittura pensando alla crescita esponenzialedi etichette come Weird, Avant!, o Sacred Bones) sono tante e tali che si sentiva una certa necessità di far luce su molti nomi chiacchierati e molti ancora senza una vera uscita alle spalle.
Tutta questa attesa ed interesse ha spinto anche altri sulla stessa scia a produrre altre antologie che potremmo quasi dire "alla moda", come "Almighty Wire" (contenente molti degli artisti già qui presenti, presentati dall'omonimo club, sempre tedesco) e "Darkness Before Dawn 3" (che ha l'onore di ospitare, ad esempio, gli osannati Light Asylium, i quali si son fatti un nome con appena una manciata di singoli si successo associati a dei bei video), così bisogna considerare questa  "Death#Disco", nata come spesso accade nel giro dei club che stanno concentrando l'attenzione sulle varianti del post-punk e della minimal synth.

Sfilano dunque sia gruppi che stanno brillando in questo periodo, come gli Ulterior, sia nuove leve altamente promettenti, come i Lebanon Hanover, passando da nomi già ben noti nei circoli dei collezionisti (ad esempio i Nine Circles, cui apparve tempo fa una ambita raccolta su etichetta Genetic), così come gente nota per esser sostenuta da etichette di notevole spessore, come la Mannequin oppure la Old Europa Cafè con i suoi argentini Mueran Humanos, dall'aggressivo e gelido synth-punk, ognuno presentando demo, brani nati in origine solo su vinile e inediti assoluti, per una confezione finale di appena 500 esemplari.

Per chi già conosce i nomi coinvolti, la recensione diventa inutile, sapendo bene cosa lo aspetta, mentre i curiosi potranno approcciare il meglio dell'ultima, esplosiva generazione che ha fatto proprio lo stile che mise a ferro e fuoco la musica nel '77-'83: rock'n'roll ridotto ai minimi termini, trascinato da linee di basso dirette, sintetizzatori analogici con giri ripetitivi e ipnotici, canzoni brevissime e travolgenti (tanto da poter ficcare ben 21 pezzi nel dischetto), un punk senza sporcizia ma in compenso con molto nero addosso. Infatti quello che colpisce maggiormente della compilation è certamente il ritmo incalzante, aperto in prima meritatissima battuta dai nostrani Soviet Soviet, passando per clangore rumoroso dei Lost River, fino alla possanza del gothic degli Ulterior (fortemente debitore dei Mission e dalla produzione veramente curata), passando al suono scarno e diretto dei Digital Leather, il flirt tra new wave e indie degli Exploding Boy, e via alternando ritmi e toni, passando per il pop melodico fino all'epico finale degli algidi Gemeine Gesteine (ennesimo gruppo ancora senza un contratto o un debutto ufficiale, eppure davvero molto interessante).
Anche se può flettersi, il battito non rallenta mai veramente per tutta la durata del disco, e ogni gruppo dà sinceramente un contributo reale, tra melodie vincenti, assalti di chitarra, gelidi balli elettronici, voci profonde e ispirate o monocordi e paranoidi - non prive di un certo taglio romantico imbevuto di post moderno - al clima torvo e insieme sentimentale di questa lunga carrellata di talenti.

Nonostante tutto, l'album contiene una sua compattezza pur godendo della varietà e del vantaggio, esclusivo delle antologie, di poter scegliere il meglio di quanto bazzichi sotto l'ombrello della moderna new wave. Per chi credeva fosse solo una delle tante influenze che ha semplicemente toccato la scena rock, una impronta tra le tante ma non pienamente decisiva, questa è letteralmente una sonora lezione in fatto di personalità, vivacità, freschezza e attitudine, tanto da non far parlare invano di una vera e propria rinascita del genere in questi anni. Speriamo che l'interesse non solo duri, ma riesca a contagiare il pubblico italiano e magari a farsi maggiormente strada anche tra i nostri artisti.
Per sapere cosa bolle in pentola in queste coordinate decisamente affollate e piene di idee in fermento, questa compilation è un piccolo obbligo, e come recitano le note di copertina interna, suonatela ad alto volume.

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