Mueran Humanos

Mueran Humanos

2010 (Old Europa Cafè/ Blind Prophet)
minimal-electro-wave

Berlino è ormai da anni la patria adottiva di numerosi artisti internazionali, che vi sono giunti attirati dalla sua natura mutevole e libertaria; di particolare interesse per queste pagine è come negli ultimi tempi si sia moltiplicato il numero delle band che, esibendosi nei numerosi piccoli club che costellano la capitale tedesca, propongono nuove sonorità in ambito synth/minimal/electro-wave. Ed è proprio in questo contesto che si collocano i Mueran Humanos, duo di origine argentina che ha realizzato qualche mese fa il proprio debut album, un ottimo esempio di elettronica minimale che però, per tipo di sonorità e concept, si distanzia in maniera decisa dalle altre uscite contemporanee.
La fortissima immagine di copertina, opera di Carmen Burgess, metà della coppia nonché visual artist specializzata in macabri collage, non lascia peraltro dubbi sulla natura morbosa e malata del contenuto del disco.

È la voce di Carmen ad introdurre l'ascoltatore all'oscuro mondo dei Mueran Humanos nella cadenzata e onirica "Horas Tristes", dando vita con la sua recitazione - quasi uno spoken word - a dei mantra lisergici e allucinati, in una versione softcore dei Suicide. Lo stesso tipo di Electronic Body Music rallentata e opprimente che si sviluppa nell'ossessiva e marziale "Leones En China".
In "Festival De Las Luces" la voce di Tomas Nochteff si affianca a quella della compagna in un efficace esempio di wave virata al nero, mentre "Corazòn Doble" sterza invece su un avvolgente industrial-rock con richiami ai Cabaret Voltaire.

"Cosmeticos Para Cristo" è un brano di vibrante elettronica old school, intrigante e ripetitivo (l'essenzialità e il ripetersi di pochi, azzeccatissimi, motivi sono i punti di forza dell'album). "Monstruo" è invece una bizzarra cantilena, che stride nell'accostamento con la successiva "Altar Hogar", naturale conclusione dell'album con il suo incedere lento e cadenzato.
L'edizione in cd offre quale bonus track "La Langosta", una jam elettronica lunghissima, quasi venti minuti di suoni ambient e ultra-minimalisti.

I Mueran Humanos raccolgono molteplici influenze rielaborandole in un sound che risulta originale e incisivo; la natura variegata del magma culturale da cui attingono si evince anche solo dando un'occhiata alla lista dei loro live, dove si può notare come siano saliti sul palco al fianco di realtà minimal wave (Xeno & Oaklander, Velvet Condom), industrial (hanno suonato al Congresso Post-Industriale 2011) o neo-kraut (i Moon Duo di casa Sacred Bones).
Questo esordio ci consegna un gruppo giovane ma orientato su una propria direzione ben precisa, in grado di sintetizzare le sue visioni in un sound oscuro e accattivante, sperimentale e orecchiabile; un album che si fonda sui contrasti (voce maschile/femminile, synth/basso) ma che è al tempo stesso fortemente coeso.

20/07/2011

Tracklist

  1. Horas Tristes
  2. Festival De Las Luces
  3. Corazón Doble
  4. Leones En China
  5. Cosméticos Para Cristo
  6. Monstruo
  7. Altar Hogar
  8. La Langosta

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