LEON BRIDGES - Happiness Anytime

2026 (Columbia sony music)
soul- funky

Portato alla ribalta da due membri dei White Denim, Leon Bridges si è subito contraddistinto per un ammirevole gusto estetico e nostalgico per la soul music di Sam Cooke e Otis Redding, replicandone lo spirito e la magia prima nell’esordio “Coming Home” e in seguito nel brioso “Gold-Diggers Sound”.
Purtroppo anche il cantante e autore americano, nato ad Atlanta (Georgia) e cresciuto nel Texas, è rimasto prigioniero della routine, e i tentativi di svecchiare il sound con contaminazioni country e pop hanno solo accelerato il disinteresse del pubblico. Forte di una voce dai toni vellutati e solari, Leon Bridges questa volta ha chiesto il supporto di due membri dei Jungle, Josh Lloyd-Watson e Lydia Kitto, produttori e coautori dell’album, spostando l’asse con più decisione verso sonorità più ballabili.

“Happiness Anytime” è un disco dall’enorme potenziale espressivo e artistico; la sinergia tra Bridges e i nuovi compagni di ventura è particolarmente percepibile nel sinuoso e agrodolce pop-soul di “Your Love Is Electric” e nel vibrante ottimismo della contagiosa “Fly Baby”. Che a scandire l’album siano tempi ritmici e solari è evidente già dalla festosa introduzione a base di fiati e sonorità latine di “Light The Way”, che dietro le righe accenna a trame afrobeat che diventano protagoniste delle oblique strategie armoniche di “Tears Of Joy” e della più indolente “Illusion”.
Una leggera brezza funky-rock smuove le acque della title track, concedendo a Bridges di mettere in luce un’egregia versatilità vocale; con eguale classe il musicista duetta con Lydia Kitto a tempo di bossa nova in “All Day, All Night” e amplia ulteriormente lo spettro delle influenze con la raffinata “Take My Hand”, un brano dalle originarie movenze afro-funk che Leon Bridges trovava poco incisiva prima che la sapiente mano del bassista Pino Palladino non iniettasse la giusta dose di reggae, mentre il musicista jazz Eric Harland smussava gli eccessi strumentali fino a renderli algidi e ipnotici.

Non va sottovalutato il rischio che tanta carne al fuoco possa mettere a dura prova i seguaci più rigorosi dell’artista, pronti a sottolineare un’eccessiva dimestichezza con la musica dance (“The Way It Goes”, “Watch You Dance”), ma dopo un paio di ascolti la positività di “Happiness Anytime” convincerà anche i fan più timorosi, ai quali l’autore regala una perla finale: “Please Don’t Say Goodbye”, una ballata stile Tamla Motown che la voce di Leon Bridges pian piano trasfigura fino a renderla simile ad un bisbiglio.

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26/10/2026

Tracklist

  1. 1. Light The Way
  2. 2. Tears Of Joy
  3. 3. Illusion
  4. 4. Your Love Is Electric
  5. 5. Talk It Over
  6. 6. Happiness Anytime
  7. 7. All Day, All Night
  8. 8. Fly Baby
  9. 9. Watch You Dance
  10. 10. The Way It Goes
  11. 11. Take My Hand
  12. 12. Please Don't Say Goodbye

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