Dalla prima collaborazione per l’album “Tomboy”, Peter Kember (Spacemen 3, Sonic Boom) non ha mai smesso di condividere idee e suggestioni con Noah Lennox (Panda Bear, Animal Collective).
È solo con “Reset“, tuttavia, che si è consolidata la partnership artistica tra questi due artefici della moderna psichedelia, da sempre affascinati dal patrimonio musicale degli anni 60 e 70.
Se i tratti distintivi restano in parte affini a quelli brevettati per “Reset” – campionamenti, loop, armonie doo-wop e primigenie trame rock’n’roll – l’approccio si fa qui più ampio, il mood più rilassante e la cura del dettaglio rasenta la perfezione. Attraverso una meticolosa sceneggiatura strumentale, il duo affida l’incipit di ognuna delle dieci tracce a uno strumento insolito, sul quale si adagiano pregevoli intrecci vocali, sintetizzatori vintage e armonie dal fascino ipnotico.
I rimandi ai Beatles in “Never Givin’ In” e ai Beach Boys in “Lucky Charm” sono i primi totem posti a capo di queste escursioni sonore: la prima traccia è affidata ai fraseggi languidi e alle raffinate note d’arpa di Mary Lattimore; la seconda si sviluppa su un dialogo tra voci e steel drum che si riflettono tra loro come in un gioco di specchi.
A rendere più fluido e carezzevole il disco è la scelta di accantonare i campionamenti sistematici a favore di una sinergia creativa ancora più suonata. Da questa libertà prendono vita le forme danzanti di un gioiello come “Revive Him”, un brano che, tra riverberi space-rock e leggiadrie country–psych alla Hotlegs, suona tanto giocoso quanto oscuro, perfetto come sigla di una serie tv. A tenere salda l’attenzione sono la qualità della scrittura e uno spirito avventuroso che spinge il duo verso soluzioni inedite, come il brioso power-pop della title track o lo sghembo soul/r&b di “Be The Bridge”.
Definire “A ? Of When” un disco pop è in verità un semplice escamotage semantico. La complessità degli arrangiamenti eleva il tasso estatico dell’album, evocando i Beach Boys di “Pet Sounds” nella splendida “Like A Moth To A Flame”, sfoggiando misticismo esoterico nella minimale ballata psichedelica “Something Like Dreaming” o richiamando la rivoluzione culturale della Swinging London nell’esuberante twist di “Graveyard”.
Questa dimensione temporale retrò viene abilmente stemperata da droni sonori che riportano l’ascoltatore al presente: il rombo di aerei e macchine industriali in “Graveyard”, il suono di un videogioco spezzato da una sirena nella title track, i canti natalizi in “Lucky Charm”, i rintocchi di un orologio in “Be The Bridge”, fino al frastuono di motori e tuoni. In questo gioco di rimandi, “A ? Of When” apre un varco spazio-temporale audace, riflessivo ed elegantemente ambiguo: un rifugio sonoro in cui passato, presente e futuro diventano un unicum.
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25/10/2026