Tattered Kaylor - Selected Realities

2012 (Moozak)
field recordings, post-industrial
Partiamo da un inciso fondamentale per comprendere quanto segue: Tessa Elieff non è né si definisce una musicista. A dimostrazione di ciò, basti pensare che “Selected Realities” è una raccolta, nonché il suo primo disco dopo più di una decade di attività. Meglio nota con lo pseudonimo di Tattered Kaylor, ama definirsi sound designer, termine usato ed abusato da più parti di questi tempi, ma mai così azzeccato come nel caso dell'artista australiana.
La sua è un'arte in cui il suono è inteso unicamente come testimonianza di luoghi, emozioni e immagini della quotidianità. Definire il suo stile è impresa assai ardua: trattasi quasi esclusivamente di field recording, in grado di assumere in base all'ambiente la forma di rimostranze industriali, droni dark-ambient e sample di musica naturale.

“Selected Realities” è, per l'appunto, una summa sonora dei sentieri percorsi da Elieff durante tutto l'arco della sua carriera. Per questo vero e proprio testamento, l'artista ha scelto un formato quantomai inusuale: ad un Cd di tre brevi brani è contrapposto un Dvd con estratti più lunghi in 5.1, uno dei quali completato da un filmato.
Un documento concepito quindi per lanciare nel mondo dell'avanguardia un nome fino ad oggi guadagnatosi notorietà quasi esclusivamente in terra natia - nonostante alcune importanti installazioni proposte negli ultimi anni a Vienna e Parigi e la collaborazione con il Re delle field recording industriali Chris Watson.

Tutti i brani sono estratti da fondali sonori di altrettante installazioni – la forma unica con cui Elieff aveva espresso la sua arte fino ad oggi – o frutti di ricerche su particolari ambienti: quest'ultimo è il caso di “V O L U M E”, esperimento di ambient elettro-acustica registrato all'interno di un grattacielo, proposto in versione ristretta ed estesa rispettivamente in apertura e chiusura del Cd.
Si tratta dell'unica concessione al rilassamento, ottenuto però per sottrazione anziché per atmosfera, grazie allo sfinimento di un unico drone e all'alternanza di silenzio e basse frequenze. “Drainbirds” documenta invece una ricerca risalente al 2009 sulle field recording naturali (in questo caso sui canti di varie specie di volatili sovrapposti su più flussi): alla versione in stereo del Cd si aggiunge quella “incontaminata” del Dvd, dove scompare ogni forma di trattamento sonoro.

A completare quest'ultimo sono infine il caos calmo di “Stairwell 2007” - registrata dal vivo al fianco di Lennart Katzwinkel e proveniente dal medesimo ciclo di “V O L U M E” sull'ambiente del grattacielo – e il colpo di genio dell'installazione “Samadhi Mechanism”, forse l'opera più celebre dell'australiana.
Ad essa si associa il video che guida in un quarto d'ora alla scoperta dell'inquieto mondo di una fabbrica deserta, fra complessi macchinari in movimento, i loro suoni (che compongono interamente la parte audio del brano) e le circostanti e polverose strade, in un autentico set da film horror che rappresenta uno dei punti più estremi del concetto di industrial music.

In “Selected Realities” ci viene presentata l'atipica attività di una ricercatrice sonora alle prese con sperimentazioni distantissime dal concetto comune di musica. L'espressività di queste “realtà” va però ricercata nel loro concept, nell'idea particolare con cui nascono: l'ambiente non è lo sfondo da musicare, bensì lo strumento che produce il suono.
Il risultato complessivo risulta particolarmente arcigno all'ascolto e accessibile solo a palati resistenti. Un embrione di una possibile, nuova (ma neanche tanto) forma di interazione tra natura, urbanizzazione, arte e tecnologia. Da scoprire.


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