GustoForte - La Prima Volta (ristampa)

2013 (Plastica Marella)
avant- industrial, dub

Ecco tornare a disposizione “La Prima Volta”, l'album dei GustoForte, una sorta di Sacro Graal dell'avant-rock e wave tricolore pubblicato originariamente nel 1984. Quel disco usciva in confezione “rigida” dentro una lamiera piegata in due con bullone in aggiunta, scritte di vernice e, soprattutto, giungeva in mano di pochi, avendo una tiratura di sole 200 copie tra l'altro molto quotate nel mercato da collezione.
Probabilmente ben presto avrà un suo valore anche questa ristampa curata dalla Plastica Marella (Editore_In_Modo-Moderno) poiché il disco di 180 grammi esce anch'esso in poche preziose copie.

Perché questo lavoro, a prescindere dai rari esemplari ricercati, è così importante? Semplicemente perché ascoltando il contenuto delle tracce, queste risultano contemporanee nei suoni, nelle scelte espressive, nel “gusto” forte per l'esplorazione di strade meno consuete senza però risultare ostiche e per pochi.
La band romana, tornata nel 2012 con il lungo Ep “Souvenir Of Italy” dopo trent'anni di assenza, proponeva infatti un sound che aveva elementi di wave industrial con contaminazioni white funk sulla scia della triade Bourbonese Qualk, 23 Skidoo più dilatati e Cabaret Voltaire più straniati, insomma nomi importanti miscelati insieme con personale originalità.

I GustoForte si definivano “italian antipop group” e infatti di concessioni alla melodia praticamente non c'è quasi traccia nei sette episodi di questa nuova versione in vinile trasparente.
L'unica linea vagamente musicale è quella di un basso ripetitivo ed effettato su cui si svelano  suoni mutoidi composti da voci trattate, elettronica d'antan e nastri elaborati che generano un senso di straniata inquietudine, ma mai però tendente al depressivo, semmai c'è una sorta di misterioso fascino che potrà incuriosire chi è rimasto intrigato, in tempi recenti, dalle cupe visioni sonore dei vari Demdike Stare, Andy Stott e ultimi Blakula.

Complimenti, dunque, alla Plastica Marella per aver riesumato questo sepolto capitolo dell'underground italiano 80, mentre si rimane con le orecchie ben pronte anche sulle future pubblicazioni annunciate dalla label che renderà di nuovo reperibili altri lavori italiani di assoluto culto sotterraneo.

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